Ricordando il delicato tuo profumo,
chiaro ora mi ritorna in mente
quando spostavamo le formiche
per non schiacciarle nel prillare,
dopo che su quell’erba fresca
per amor ci saremmo sdraiati.
Allora giocando, mordendo l’aria
cercavamo di fermare il vento,
che invidioso non ci voleva aiutare.
Ci scompigliava sempre con foga
continuamente i capelli in faccia,
mentre noi ci volevamo guardare!
Ci volevamo guardare negli occhi,
ci volevamo vedere le smorfie
delle nostre tremule labbra in delirio,
per poter godere pienamente l’attimo
di quando saremmo arrivati al piacere
dell’arcano di quel sublime frangente.
Quegli anni sono stati proprio belli,
nell’aria si sentiva ogni momento
il piacere del nostro vivo presente.
Adesso a ricordare il tuo profumo
si è risvegliato in me “quell’uomo,”
e nonostante gli anni sta meglio il cuore.
Pensando a ragione alla tua grazia,
in me hai smosso nuovo “richiamo”,
e quella che era diventata flebile luce,
si è trasformata in armonioso vigore
l’energia che dà senso e gioia alla vita.
Quanto è stato grande per me il tuo amore.

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