IL REBUS DEI DATA CENTER Martedì 21 aprile in Archivio Antico del Bo

 

    IL REBUS DEI DATA.                   CENTER

Martedì 21 aprile in Archivio Antico del Bo

 

I data center sono il cuore invisibile della società digitale, ma il loro funzionamento esercita un impatto sempre più rilevante sul sistema energetico e la loro rapida diffusione pone nuove sfide alle reti elettriche, alla sostenibilità ambientale e alla pianificazione delle infrastrutture. Sarà questo il tema trattato nell’incontro dal titolo "L'impatto energetico dei data center" - organizzato dal Centro studi di Economia e Tecnica dell’Energia “Giorgio Levi Cases” e che si inserisce nell’ambito del ciclo “La Transizione Energetica al Centro” - che si terrà dalle ore 16.30 martedì 21 aprile in Archivio Antico del Bo in via VIII febbraio 2 a Padova.  Dopo i saluti di Paolo Mattavelli, direttore del Centro Levi Cases, e Alberto Bertucco, professore emerito del Dipartimento di Ingegneria Industriale Unipd, interverranno Matteo Ricciardi e Chiara Vergine di Terna Spa, Raffaele De Bettin, DBA Group, e Marco Bettiol dell’Università di Padova.

 

L’Italia sta vivendo una forte accelerazione degli investimenti, con un ruolo sempre più rilevante come hub europeo e mediterraneo dei dati, in particolare nelle aree di Milano, Lombardia e Lazio. Dal punto di vista elettrico, i data center presentano caratteristiche peculiari: consumo continuo di energia elettrica, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno; elevati requisiti di affidabilità, qualità del servizio e continuità; necessità di ridondanza delle connessioni e di ridotti tempi di ripristino, nonché flessibilità del carico. Tali elementi rendono i data center una tipologia di utenza profondamente diversa rispetto ai carichi industriali tradizionali, con impatti diretti sulla gestione e sulla sicurezza del sistema elettrico.

Possono però anche fungere da volano per l’accelerazione dello sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale e per la realizzazione di nuovi interventi di “magliatura” della rete. Inoltre, i data center sono veri e propri nodi territoriali che mettono in relazione energia, pianificazione e sviluppo industriale.

«Dalla nostra esperienza emerge chiaramente che il tema non è solo normativo o autorizzativo: occorre integrare i data center nelle reti energetiche e nei contesti locali fin dalle prime fasi della progettazione - sottolinea Raffaele De Bettin, amministratore delegato di DBA Group Spa -. È inoltre opportuno porre maggiore attenzione alla riqualificazione di aree cosiddette brownfield, siti già urbanizzati o dismessi, come leva per contenere il consumo di suolo in contesti ad alta densità insediativa. Allo stesso tempo, è strategico sviluppare modelli di partnership pubblico-privato che favoriscano l’integrazione dei data center nei sistemi energetici locali, ad esempio attraverso il recupero del calore per reti di teleriscaldamento o mediante soluzioni di produzione e stoccaggio di energia in sito, in coordinamento con i gestori delle reti di trasmissione e distribuzione. L’Italia ha tutte le carte per diventare un hub europeo dei data center, se saprà coniugare visione strategica, pianificazione integrata e tempi certi, rendendo questa sfida una leva di crescita sostenibile e competitiva».

«La ricerca del progetto GEOTWIN sul rapporto tra data center europei e sostenibilità ambientale evidenzia progressi significativi sul fronte energetico: oltre metà dei provider copre più del 60% del fabbisogno con rinnovabili e il 35% supera il 90% - spiega Marco Bettiol del dipartimento di scienze economiche e aziendali Unipd -. Resta però critico il tema delle emissioni indirette legate alla filiera produttiva di componenti e infrastrutture: solo il 12% degli operatori adotta metodologie avanzate come il Life Cycle Assessment per misurarne l'impatto reale. L'analisi di oltre 600 siti web di provider europei rivela inoltre una comunicazione sulla sostenibilità ancora frammentata, poco trasparente e focalizzata più su efficienza e certificazioni che sugli impatti effettivi. La sfida per la credibilità ambientale del settore si giocherà sulla capacità di misurare e comunicare in modo completo l'intera impronta ecologica, ben oltre il solo consumo energetico».

 

L’incontro è organizzato con il patrocinio della Fondazione Ingegneri Padova e dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Padova e prevede l’assegnazione di crediti formativi per gli ingegneri.

 

Programma e registrazioni al LINK.


Il Centro studi di economia e tecnica dell’energia “Giorgio Levi Cases”, costituito presso l’Università degli Studi di Padova, è un centro interdipartimentale che si occupa di ricerca scientifica e tecnologica delle fonti di energia, della loro trasformazione, distribuzione e utilizzo finale. Fondato nel 1969 grazie al lascito dell’Ingegnere Giorgio Levi Cases, il Centro raccoglie e coordina le attività di ricerca in campo energetico di 11 dipartimenti dell’Università degli studi di Padova e si avvale di finanziamenti privati e pubblici. Obiettivo del Centro è di promuovere la collaborazione interdisciplinare tra laboratori attivi in diversi settori scientifici e tecnologici che operano nel settore dell’Energia, attraverso il sostegno della ricerca scientifica ed applicata, l’organizzazione di eventi a carattere scientifico e divulgativo, collaborazioni con enti di ricerca nazionali e internazionali, e con aziende private, e l’istituzione di corsi di formazione universitaria. Con i suoi 198 docenti organizzati in 54 gruppi di ricerca, il Centro Levi Cases si propone come riferimento locale e nazionale sulle tematiche energetiche.

 

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