“I giovani cambiano modo di informarsi: l’AI cresce rapidamente, ma i social restano dominanti”

Nuove abitudini informative: sempre più giovani utilizzano l’intelligenza artificiale tramite smartphone per comprendere e approfondire le notizie in modo rapido e personalizzato

 C’è una rivoluzione silenziosa nel modo in cui le nuove generazioni cercano notizie. Non passa più solo dai giornali o dalla televisione, ma nemmeno esclusivamente dai social. Sta emergendo un nuovo protagonista: l’intelligenza artificiale.

Pier Carlo Lava

Oggi la maggior parte dei giovani si informa attraverso i social network, che restano la porta d’accesso principale alle notizie. Secondo il Reuters Institute for the Study of Journalism, oltre il 70% degli under 25 utilizza piattaforme come Instagram, TikTok e YouTube per restare aggiornato. È un cambiamento già consolidato, che ha ridisegnato il panorama dell’informazione.

Ma accanto ai social cresce rapidamente un nuovo comportamento: l’uso dell’intelligenza artificiale per capire il mondo. Sempre più giovani utilizzano chatbot e strumenti basati su AI per chiedere spiegazioni, riassumere notizie e approfondire temi complessi. Tuttavia, i numeri mostrano che siamo ancora in una fase iniziale: solo circa il 15% dei giovani usa l’AI in modo attivo per informarsi, anche se la percentuale sale se si considera chi l’ha provata almeno una volta.

Il punto chiave è che l’AI non sostituisce ancora le fonti tradizionali o i social, ma le affianca. Viene utilizzata soprattutto come strumento di supporto: per capire meglio, più velocemente e in modo semplificato. Non è ancora percepita come una fonte primaria di notizie, ma come un “interprete” della realtà.

Questo cambiamento segna però una svolta profonda. Per la prima volta, una generazione non si limita a ricevere informazioni, ma le rielabora attivamente attraverso strumenti intelligenti. È un passaggio culturale importante: dal consumo passivo alla comprensione assistita.

Secondo analisi di centri di ricerca come Pew Research Center e Morning Consult, tra il 20% e il 30% dei giovani ha già sperimentato l’uso dell’AI per cercare informazioni. Un dato destinato a crescere rapidamente nei prossimi anni, soprattutto con l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei motori di ricerca e nelle app quotidiane.

La vera sfida non è tecnologica, ma culturale. L’AI può migliorare l’accesso alle informazioni, ma pone anche nuove domande: quanto sono affidabili le risposte? Chi controlla le fonti? E soprattutto, i giovani stanno sviluppando spirito critico o rischiano di delegarlo agli algoritmi?

Il futuro dell’informazione sarà probabilmente ibrido. Social per scoprire le notizie, AI per comprenderle, fonti autorevoli per verificarle. Un ecosistema più complesso, ma anche più potente.

Una cosa è certa: il modo di informarsi non è più quello di ieri. E non sarà mai più lo stesso.


Geo: Italia e contesto globale dell’informazione digitale, con focus sulle nuove abitudini dei giovani e sull’impatto dell’intelligenza artificiale nei processi di accesso e comprensione delle notizie.


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