Ci stanno prendendo per il culo !!!
Il soggetto di questa truffa sono i potenti del mondo che hanno trasformato il pianeta in un mattatoio economico dove sacrificano le nostre vite per i loro interessi.
Da una parte abbiamo un Donald Trump da TSO che pretende di usare Sigonella come se fosse il giardino di casa sua per scatenare l’inferno, dall'altra abbiamo chi specula sullo Stretto di Hormuz sapendo benissimo che lì passa il 20% del petrolio mondiale e non il 12% come dicono a noi per giustificare l'austerity.
Avete capito bene! Un quinto dell'energia del pianeta passa in un buco di mare largo quanto un’autostrada. Se l'Iran chiude i rubinetti e le navi restano ferme, il mondo si ferma. Eppure, invece di proteggere questa rotta vitale, i nostri "leader" giocano a chi ce l'ha più lungo, facendo schizzare i prezzi della benzina e del gas alle stelle. E chi paga? Noi...
Poi c’è il capitolo Donald Trump. Qui siamo oltre il ridicolo, siamo al trattamento sanitario obbligatorio. Prima minaccia di radere al suolo l’Iran, poi attacca l’Italia su Instagram perché non gli prestiamo Sigonella.
Non solo dobbiamo fare sacrifici ma pretende anche di usare casa nostra come rampa di lancio. Parlo di Sigonella, la nostra base in Sicilia. Trump è andato su tutte le furie perché l’Italia ha detto NO: non potete usare il nostro territorio per spedire armi e scatenare l’inferno in Iran, facendo saltare definitivamente lo Stretto di Hormuz.
Trump ci ha chiamati sleali sui social, ma la verità è un'altra: dire di no a Sigonella significa difendere la nostra sovranità. Non siamo una pedina da muovere su una scacchiera impazzita, siamo un Paese che ha il diritto di decidere del proprio destino.
"L'Italia non c'è stata per noi, noi non ci saremo per loro", scrive Trump. Ma stiamo scherzando?
E non è finita: mentre ci isola, invita Putin a fare il "garante della pace" in Medio Oriente. È come chiedere a un piromane di dirigere i vigili del fuoco.
Siamo in mano a gente che non sa quello che fa, o peggio, lo sa benissimo e ci guadagna. Parlano di pace e intanto fomentano il caos; parlano di economia e intanto ci legano le mani con accordi energetici che non valgono niente.
Ci dicono che la colpa è della crisi, ma la crisi ha dei nomi e dei cognomi che sono quelli dei potenti che giocano con le nostre vite, convinti che non ci accorgeremo mai di come ci stanno prendendo per il culo.
Ma la verità è che non sappiamo come andrà a finire. Non ci sono certezze e non ci sono garanzie. Siamo in mezzo a un caos che hanno creato loro e nessuno ha la palla di vetro per capire dove ci porteranno. Resta solo da vedere quanto ancora questa corda potrà essere tirata prima di spezzarsi definitivamente.
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