“Ho lasciato la porta aperta” di Laura Neri: quando l’amore diventa attesa e vulnerabilità. Recensione di Francesca Giordano

 

Tra silenzi e carezze, palpiti e tormenti d’amore si intrecciano in un abbraccio che racconta fragilità, perdita e bisogno reciproco

C’è una poesia che non si limita a essere letta, ma chiede di essere attraversata, come una stanza con la porta socchiusa sul mistero dell’anima. “Ho lasciato la porta aperta” di Laura Neri è proprio questo: un atto di esposizione emotiva, un gesto di fiducia verso il mondo e verso l’altro, in cui la fragilità diventa forza e il desiderio si fa linguaggio universale. Nei suoi versi, la natura non è semplice sfondo, ma specchio interiore, dove il mare sospira e la luna accompagna un tempo sospeso fatto di attesa, di dolore condiviso, di amore che pulsa nel sangue. La poesia si muove tra palpiti e tormenti, tra la distanza e il bisogno del contatto, fino a quella richiesta semplice e profondissima: essere toccati, ascoltati, riconosciuti. È qui che Laura Neri riesce a compiere il passaggio più autentico: trasformare la sofferenza in dolcezza, la mancanza in presenza, il silenzio in voce. In un’epoca che tende a chiudere, proteggere, isolare, questa poesia invita invece a restare aperti, vulnerabili, vivi. Perché è proprio nella porta lasciata aperta che passa ancora la possibilità dell’amore.

Pier Carlo Lava

Ho lasciato la porta aperta di Laura Neri


La vita

i sospiri del mare

e le canzoni sussurrate

E la luna cresce 

intorno all'ultimo

Viola.

Chissà quanto tempo

dovremo patire ancora. 

Nel mio sangue

ci sei tu che mi chiami.

Passami le mani tra i capelli.

Come ascoltare

le tue dita con tanta dolcezza. 

Sono sempre emozioni

Palpiti e tormenti d'amore 

Recensione a cura di Francesca Giordano.

L'Anima Spalancata al Sentimento: Recensione di "Ho lasciato la porta aperta" di Laura Neri

Nella produzione poetica contemporanea, raramente ci si imbatte in versi capaci di unire la vastità degli elementi naturali alla fragilità del desiderio umano con tanta immediatezza. La poesia "Ho lasciato la porta aperta" di Laura Neri è un invito al viaggio interiore, un'opera che vive di contrasti armoniosi e di una profonda onestà emotiva.

Il componimento esordisce con un'immagine di rara potenza simbolica: una porta aperta. Non è solo un varco architettonico, ma una scelta esistenziale. Laura Neri decide di non proteggersi dal mondo, lasciando che i "sospiri del mare" e le "canzoni sussurrate" penetrino nell'intimità domestica. È una poetica della debolezza scelta, dove la natura diventa il primo interlocutore del cuore.

Il fulcro della lirica risiede nel passaggio tra l'osservazione esterna (la luna che sorride sull'ultimo sentiero) e il grido silenzioso della carne. La domanda “Chissà quanto tempo / dovremo patire ancora” sposta il baricentro del testo su una sofferenza condivisa, quasi universale.

Tuttavia, il dolore non è fine a se stesso. La presenza dell'amato è viscerale, scorre nel sangue, e si traduce in una richiesta di una semplicità disarmante.

In questi versi si compie la magia della Neri: il passaggio dal "tormento" del sangue alla "dolcezza" del tocco, che chiude il cerchio delle emozioni umana.

Laura Neri ci regala una poesia fatta di "palpiti" capace di vibrare nelle corde di chiunque abbia vissuto l'attesa e il desiderio. Uno stile pulito, privo di artifici retorici inutili, che arriva dritto al punto: l'amore, con tutto il suo carico di bellezza e fatica, è l'unico motore capace di tenerci con la porta aperta verso il domani.

Geo:
Laura Neri si inserisce nel panorama della poesia contemporanea italiana come voce sensibile e autentica, capace di raccontare l’intimità umana con immagini semplici ma profonde, dove natura e sentimento si fondono in un equilibrio delicato. Su Alessandria Post, la sua poesia diventa occasione per riscoprire il valore dell’emozione, dell’attesa e della vulnerabilità, elementi centrali nella vita e nella scrittura.


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