| Immagine AI |
Graziano Citelli
È un testo forte, denso e molto contemporaneo. Citelli contrappone con nettezza due mondi:
- Da una parte il calcolo, l’algoritmo, il ferro, l’ingranaggio, la frequenza, il simulacro digitale: un mondo freddo, preciso, che riduce tutto a cifre e vuoto.
- Dall’altra l’umano: attrito, urto, polvere, ruggine, respiro, ombra, eccedenza, pianto, svanire. Tutto ciò che non si può calcolare, ciò che “non torna nel conto”.
La poesia ha un respiro quasi profetico e al tempo stesso molto fisico. Frasi come «Non il ferro si fa carne: è il pensiero che cede al calcolo» e «Siamo eccedenze, gesti inutili» colpiscono duro. È una difesa appassionata dell’irriducibile imperfezione umana contro la tirannia della quantificazione totale.
"Calcolo / Siamo" è una delle poesie più riuscite che ho letto di recente sul tema umano vs post-umano. Citelli riesce a essere filosofico senza diventare astratto, e fisico senza cadere nel realismo banale. Usa immagini potenti (argilla/ingranaggio, velo di vetro/ruggine, resto che non torna, senso dello svanire) che rimangono impresse.
Sergio Batildi
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