Generazione Sandwich: chi sono?

Appartengo alla Generazione Sandwich.  
Sono una di quelle persone schiacciate tra due responsabilità: da un lato chi cresce e ha bisogno di me, dall’altro chi invecchia e ha bisogno di me ancora di più. In mezzo ci sono io, che cerco di non crollare mentre tengo insieme due mondi.

Questa generazione vive così: si lavora, si corre, si assiste, si organizza, si regge tutto. E spesso lo si fa senza aiuti, senza tutele, senza riconoscimento. È una vita che logora, che toglie tempo, salute, futuro. Ma soprattutto è una vita che nessuno vede davvero.

Le leggi esistenti non bastano. I caregiver familiari non sono riconosciuti come lavoratori, anche se lavorano 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza ferie, senza malattia, senza contributi. Eppure, senza di loro, il sistema crollerebbe.

E poi ci sono storie che fanno male.  
Come quella di due amiche, due mamme. Una telefonata come tante, poi un incidente. Un figlio che avrà bisogno di cure per sempre. Una madre che da impiegata diventa lavoratrice nella propria casa, senza contratto, senza stipendio, ma con una responsabilità enorme: prendersi cura di suo figlio ogni singolo giorno, per tutta la vita.

Questo è lavoro.  
Un lavoro vero.  
Un lavoro che deve essere riconosciuto.

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È il momento di farci sentire

Se credi che chi si prende cura meriti diritti, tutele, contributi e dignità, allora è il momento di agire.

Firma la petizione.  
Falla firmare.  
Condividila.  
Facciamo rumore insieme.

Manuela Di Dalmazi 

👉 FIRMA QUI:  
www.ioscelgo.org/petizioni/il-caregiver-familiare-h24-va-riconosciuto-come-lavoratore/

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