“Efficace tranello” di Silvia De Angelis: il labirinto interiore del disprezzo e il ritorno inevitabile del destino

Una figura femminile immersa in un paesaggio urbano desolato diventa metafora del confronto con il destino: tra memoria, errori e ritorni inevitabili, il passato si trasforma in un boomerang che chiede di essere affrontato.

Ci sono poesie che accarezzano, altre che feriscono. “Efficace tranello” di Silvia De Angelis appartiene senza dubbio alla seconda categoria: un testo tagliente, che scava nelle zone più oscure dell’animo umano, mettendo a nudo il meccanismo del disprezzo e le sue conseguenze.
Pier Carlo Lava

La poesia si apre con un’immagine forte: “Mode maldestre di disprezzo assoluto”. È un attacco diretto, senza mediazioni, che introduce subito il lettore in un clima di tensione interiore. Il disprezzo non è solo un sentimento, ma una modalità, un comportamento reiterato, quasi una postura esistenziale che si alimenta nella “accentuata desolazione interiore”.

EFFICACE TRANELLO di Silvia De Angelis

Mode maldestre
di disprezzo assoluto
nell’accentuata desolazione interiore.

Infossare nomi,
gettando volgari anatemi,
alimenta il colore vago
dell’occhio opaco,
avvezzo a cupi scenari.

Nell’imperturbabilità di sé stessi
giacciono percorsi squallidi,
dediti a passi smisurati
sul vortice d’una svolta aliena,
morsa dal boomerang del destino.

Il cuore del testo è racchiuso nella dinamica del linguaggio: “infossare nomi”, “gettare anatemi”. Le parole diventano strumenti di offesa, di esclusione, di annullamento dell’altro. Ma la poesia non si limita a descrivere questo gesto: ne mostra le conseguenze. L’occhio diventa “opaco”, incapace di vedere, assuefatto a una realtà deformata e cupa.  Qui emerge una riflessione potente: chi disprezza, in realtà, si condanna a una visione impoverita del mondo. Il male non resta confinato all’esterno, ma ritorna all’origine, modificando lo sguardo, la percezione, l’interiorità.

Il passaggio finale introduce una dimensione quasi filosofica: il “boomerang del destino”. È un’immagine estremamente efficace, perché sintetizza l’idea di un ritorno inevitabile. Ciò che viene lanciato – parole, giudizi, disprezzo – torna indietro, colpendo chi lo ha generato. In questo senso, la poesia si configura come una sorta di monito etico, pur senza assumere toni moralistici.  Dal punto di vista stilistico, il testo si colloca in una linea di poesia ermetica e contemporanea, dove la densità semantica prevale sulla linearità narrativa. Si possono intravedere affinità con la tensione espressiva di Eugenio Montale e con la capacità di condensazione di Giuseppe Ungaretti, ma con una voce autonoma, più aspra e disincantata.

Il linguaggio è volutamente duro, a tratti spigoloso. Non cerca la musicalità, ma l’impatto. È una poesia che non consola, ma costringe a riflettere, a riconoscere le dinamiche tossiche che possono abitare anche le relazioni quotidiane.  In conclusione, “Efficace tranello” è una poesia che parla di autoinganno, di violenza verbale e di ritorno del destino. Un testo breve, ma incisivo, che lascia un segno e invita a interrogarsi su quanto il giudizio e il disprezzo possano trasformarsi, alla fine, in una trappola per chi li esercita.

Geo
Silvia De Angelis si inserisce nel panorama della poesia contemporanea diffusa anche attraverso canali digitali, dove la parola poetica si libera dai vincoli editoriali tradizionali. Una voce che contribuisce al dialogo culturale contemporaneo, tra introspezione e critica delle dinamiche sociali, in linea con la missione di Alessandria Post.

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