Disabilità, ANMIC Alessandria: “Sperimentazione INPS senza le associazioni: errore da correggere subito
Pubblicato da Sergio Batildi
ALESSANDRIA – Preoccupazione e richiesta di un immediato cambio di passo. È questa la posizione dell’ANMIC di Alessandria sulla sperimentazione del D.lgs. 62/2024, alla luce della risposta fornita dalla Giunta regionale del Piemonte a una recente interrogazione consiliare. Secondo l’associazione, che rappresenta le persone con disabilità sul territorio, il percorso avviato presenta una criticità di fondo: l’assenza delle organizzazioni rappresentative nei momenti decisionali. “In qualità di Presidente provinciale ANMIC – dichiara Piercarlo Fabbio – non posso che esprimere forte perplessità per un’impostazione che, ancora una volta, esclude le associazioni dai luoghi reali di confronto. Si costruiscono procedure tra enti, ma senza coinvolgere chi ogni giorno è a contatto con le difficoltà concrete delle persone con disabilità”. Il nodo del progetto di vita Uno degli elementi più critici riguarda il cosiddetto “progetto di vita”. I dati emersi nella fase iniziale della sperimentazione parlano di una percentuale molto elevata di rinunce, segno – secondo ANMIC – di una scarsa comprensione da parte dei cittadini. “Quando le persone rinunciano nel 65% dei casi – prosegue Fabbio – significa che il sistema non sta funzionando. Non si tratta di un problema tecnico, ma di accompagnamento, informazione e consapevolezza. Ed è proprio qui che il ruolo delle associazioni diventa decisivo”.
“Troppo istituzionale, poco vicino alle persone” L’ANMIC sottolinea come la sperimentazione stia privilegiando un livello esclusivamente istituzionale, che in passato non sempre è stato in grado di rispondere in modo efficace alle esigenze degli invalidi civili. “Riproporre questo schema – afferma ancora il Presidente provinciale – rappresenta un errore che va corretto rapidamente. Senza il contributo delle associazioni, il rischio è quello di avere un sistema formalmente corretto, ma distante dalla realtà vissuta dalle persone”. Disponibilità al confronto, ma pronti alla tutela L’associazione ribadisce la propria disponibilità a collaborare, ma allo stesso tempo lancia un messaggio chiaro. “ANMIC non intende assistere passivamente: o si apre una fase di reale coinvolgimento, oppure saremo chiamati a intervenire con determinazione a tutela degli invalidi, ogni volta che emergeranno ostacoli nell’accesso ai diritti”. Una riforma da rendere concreta Per ANMIC Alessandria, la riforma può rappresentare un passaggio importante, ma solo a condizione che venga costruita con il contributo di tutti i soggetti coinvolti. “Senza il contributo di chi rappresenta direttamente le persone con disabilità – conclude Fabbio – il rischio è che la riforma resti un esercizio amministrativo, più che un vero cambiamento”
Commenti
Posta un commento
Grazie per il tuo commento torna a trovarci su Alessandria post