“Diesel alle stelle per la guerra in Iran” Trasporto merci sotto pressione: +20% e 1,5 miliardi di costi extra

 

Aumenta il costo del diesel e mette in difficoltà l’autotrasporto italiano, con Tir e camion sempre più colpiti dai rincari legati alla crisi internazionale

L’allarme arriva dall’CGIA di Mestre e riguarda uno dei settori chiave dell’economia italiana: l’autotrasporto. A due mesi dall’inizio del conflitto in Iran, il prezzo del diesel è aumentato di quasi il 20%, generando un impatto economico pesantissimo per Tir e camion.

Secondo i dati, il costo del gasolio è passato da circa 1,676 euro a oltre 2 euro al litro. Un incremento rapido e significativo che, nonostante il taglio temporaneo delle accise, ha già prodotto circa 1,5 miliardi di euro di extracosti per le imprese di trasporto merci.

Il settore, già fragile, sta vivendo una fase particolarmente critica. L’autotrasporto deve sostenere costi immediati elevati, mentre i pagamenti arrivano spesso dopo mesi, creando una tensione finanziaria che rischia di mettere in difficoltà soprattutto le aziende più piccole.

Le differenze territoriali aggravano ulteriormente la situazione. Nel Nord Italia, dove la domanda di trasporto è più costante, le tariffe sono più alte e il lavoro più continuo, mentre al Sud il problema principale resta quello dei viaggi a vuoto, con camion che spesso rientrano senza carico, riducendo la redditività.

Il quadro generale è quindi quello di una filiera sotto pressione, in cui l’aumento del carburante si somma a criticità strutturali già esistenti, come i ritardi nei pagamenti e l’equilibrio disomogeneo dei flussi logistici.

Se la situazione internazionale non dovesse stabilizzarsi, il rischio concreto è che i rincari si riflettano a catena su tutta l’economia, incidendo sui prezzi finali di molti beni e servizi.

Geo: Mestre. L’analisi della CGIA evidenzia un forte impatto dell’aumento del diesel sull’autotrasporto italiano, con ricadute economiche che rischiano di estendersi all’intera filiera produttiva.

Commenti