“Desiderio senza approdo: il fuoco dell’amore che cerca e non si ferma”

 

Una donna contempla il tramonto sul mare mentre cammina sulla spiaggia.

Quando il desiderio diventa voce, non chiede permesso: attraversa il corpo, si insinua nei pensieri e si trasforma in parola. Non è più solo attrazione, ma una tensione continua verso l’altro, un bisogno che non si placa.
Pier Carlo Lava

Questa poesia si muove proprio in questo spazio inquieto, dove l’amore non è mai definitivo, ma frammento, esperienza, ricordo che si rinnova ogni volta in un volto diverso. Il protagonista non cerca una sola donna, ma l’essenza stessa dell’amore, disseminata in più presenze, in più gesti, in più emozioni.

Non c’è cinismo, ma una forma di smarrimento emotivo, quasi una confessione sincera di chi vive il sentimento come ricerca infinita. Il corpo diventa memoria, il contatto diventa linguaggio, e ogni dettaglio – un sorriso, un respiro, una carezza – si trasforma in un segno che resta.

Di seguito il testo poetico, nella sua forma integrale:

Quante donne voglio amare,
senza sosta stare insieme,
di ognuna prender qualcosa,
solo il meglio che può dare.

Di lei prendo quel sorriso che
mi ha lasciato sbalordito,
quel bacio dato a volte,
senza capire come faccia,
l’andare suo cullandosi che
mi infiamma e pur accende,
quei pensieri ad alta voce
per capire dove ci portano.

Le delicate sue manine che
si poggiano sul mio corpo,
scivolano lente, vanno dove
più non provo a difendermi.

Quel suo modo di sentire
nel momento che ci amiamo,
quel respiro suo ansimante
da non capire se per piacere o
se per qualcosa che succede.

Voglia amarle tutte quante,
sian bionde, brune, rosse,
non importa di che colore,
si sa dentro non si scolora.

Così mi accendo pur quando
io da loro sono distante
e mi accorgo sto pensando di
trovarmi un’altra donna
con cui adesso far l’amore.

Il testo, nella sua apparente semplicità, tocca un nodo centrale della condizione umana: l’incapacità di fermarsi, di scegliere, di trovare un equilibrio tra desiderio e sentimento. L’amore diventa esperienza plurale, mai definitiva, sempre incompiuta.  In questa prospettiva, il richiamo alla tradizione letteraria è inevitabile. L’eros come forza inquieta e mai soddisfatta ricorda le tensioni di Charles Baudelaire, mentre la celebrazione sensoriale del corpo e del desiderio richiama l’intensità di D. H. Lawrence. Tuttavia, qui tutto è filtrato da una voce contemporanea, più diretta, quasi priva di costruzione retorica.

Ed è proprio questa immediatezza il punto di forza del testo: una lingua semplice, spontanea, che restituisce autenticità e rende la poesia vicina, quasi parlata. Non c’è artificio, ma una confessione nuda, che può piacere o spiazzare, ma difficilmente lascia indifferenti.  In conclusione, siamo di fronte a una poesia che racconta l’amore come tensione continua, come desiderio che si rinnova e si consuma nello stesso tempo. Non c’è approdo, non c’è promessa: solo il movimento incessante di chi cerca, ama, ricorda e ricomincia.

Geo
Il testo circola in ambito digitale, probabilmente attraverso piattaforme social, segno di una poesia contemporanea che nasce fuori dai circuiti editoriali tradizionali. Un esempio di scrittura spontanea che trova spazio nel dialogo culturale online, contribuendo alla diffusione della parola poetica anche in contesti non accademici, in linea con la missione divulgativa di Alessandria Post.

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