DAL CUORE ALLO SCHERMO: come i K-Drama seducono le donne. Di Dorotj Biancanelli, Roma



Negli ultimi anni stiamo assistendo al propagarsi di un insolito fenomeno culturale che ha stregato milioni di telespettatrici in diverse parti del mondo, tra cui sempre più donne italiane: i k-drama, serie televisive sudcoreane che rappresentano un vero e proprio movimento globale in grado di influenzare gli stili di vita nell’espressione estetica e nelle preferenze di gusto. 

La domanda che sorge spontanea è: per quale ragione tra le moltitudini di proposte d’intrattenimento proprio i k-drama hanno determinata una tanto profonda risonanza nel pubblico femminile italiano?

Alla base del risvolto mediatico non c’è solo un’abile narrativa che con maestria intreccia romanticismo, dramma, mistero e commedia ma il ricercato e desiderato piacere di una costruzione lenta in grado di sfiorare corde intime in un’epoca in cui il cinismo e le storie amorose vissute a ritmi accelerati hanno reso l’autenticità del puro sentimento un privilegio fuori moda.

L’uomo coreano appare intelligente, generalmente determinato ma soprattutto rispettoso mostrando di saper amare in modo intenso e leale con tutte le sue vulnerabilità che lo rendono vero e tangibile.

Una nuova figura desiderabile e affascinante intrisa di una delicatezza fuori moda ben lontana dall’archetipo a cui molte donne occidentali sono abituate, spesso rappresentato da uomini calcolatori e affettivamente incapaci di offrire reale comprensione e attenzione emotiva con una scarsa inclinazione all’ascolto attivo.

Non è una regola, ma una realtà non difficilmente riscontrabile.

La cura al dettaglio è uno degli elementi distintivi delle produzioni coreane che riflette il perfezionismo creativo e identitario: dalle scenografie ai costumi la rappresentanza stilistica è inimitabile.

I K-drama rappresentano una fuga dalla realtà, un’immersione in un mondo diverso e fantastico in cui un rifugio emozionale incarna il desiderio del distacco dalla quotidianità dominata da incertezze, dall’accumulo di responsabilità, dalla continua corsa ai tanti doveri e dal disincanto che inevitabilmente ne consegue.

Il forte coinvolgimento di tante donne italiane non è rappresentativo di una moda passeggera ma della manifestazione di un bisogno autentico: il desiderio di ritrovare emozione, calore e autenticità nei rapporti d’amore, in un’era che incarna la superficialità, la corsa convulsa verso obiettivi discutibili, i drama coreani risuonano come un dialogo silenzioso e potente che con armonia e fascino scardina i confini dell’anima.

Dorotj Biancanelli

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