“Corpo di donna” di Pablo Neruda: eros, terra e infinito nella carne dell’amore

 

"Fotografia in formato orizzontale di una donna distesa sulla riva di una spiaggia al tramonto. La donna indossa un abito leggero e bagnato, è distesa sulla schiena con le braccia aperte e le gambe piegate, con il viso rivolto verso l'alto. La sabbia è dorata e punteggiata di piccoli sassolini, mentre sullo sfondo le onde del mare riflettono la luce calda del sole calante, creando un effetto luminoso e cinematografico."

Quando la poesia diventa corpo, e il corpo diventa universo, nasce la voce inconfondibile di Neruda.
Pier Carlo Lava

Verifica dell’attribuzione: il testo proposto è correttamente attribuibile a Pablo Neruda. Si tratta della celebre poesia “Cuerpo de mujer”, tratta dalla raccolta Venti poesie d’amore e una canzone disperata (1924), uno dei libri più letti e amati della poesia del Novecento.


“Corpo di donna” di Pablo Neruda

Corpo di donna, bianche colline,
cosce bianche,
tu appari al mondo nell’atto dell’offerta.
Il mio corpo di contadino selvaggio ti scava
e fa saltare il figlio dal fondo della terra.
Fui deserto come un tunnel.
Da me fuggirono gli uccelli,
e in me la notte forzava
la sua invasione poderosa.
Per sopravvivere ti forgiai come un’arma,
come freccia nel mio arco,
pietra nella mia fionda.
Ma viene l’ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio,
di latte avido e fermo.
Ah, le coppe del seno! Ah, gli occhi d’assenza!
Ah, le rose del pube!
Ah, la tua voce lenta e triste!
Corpo della mia donna,
resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite,
mia strada indecisa!
Oscuri alvei da cui nasce l’eterna sete,
e la fatica nasce, e l’infinito dolore.

Questa poesia è uno dei più intensi esempi di lirica amorosa ed erotica della letteratura moderna, dove il corpo femminile diventa paesaggio, origine, mistero. Neruda non descrive: trasfigura, trasformando l’amore in un’esperienza totale, fisica e cosmica.

Il corpo della donna è paragonato alla terra, alle colline, al grembo fertile da cui nasce la vita. L’uomo, “contadino selvaggio”, diventa parte di questo ciclo naturale, in una fusione primordiale che unisce eros e creazione.

Ma la poesia non è solo celebrazione dell’amore.
È attraversata da una tensione profonda, quasi dolorosa: il desiderio è anche mancanza, bisogno, inquietudine. L’immagine del deserto iniziale suggerisce una solitudine originaria, che solo l’amore può temporaneamente colmare.

Il linguaggio è potente, sensoriale, carico di immagini forti, ma mai gratuito. Ogni parola è necessaria, ogni metafora costruisce un legame tra corpo e universo, tra individuo e infinito.

Il contrasto tra amore e dolore è centrale:
“Mia sete, mia ansia senza limite” – l’amore è slancio, ma anche inquietudine, ricerca continua, mai pienamente appagata.

Il confronto con Charles Baudelaire mostra due modi diversi di vivere l’eros: Baudelaire è inquieto, urbano, tormentato; Neruda è primitivo, naturale, viscerale, ma altrettanto profondo. Allo stesso modo, si può accostare a D. H. Lawrence, per la fusione tra sensualità e spiritualità.

“Corpo di donna” è una poesia che parla dell’amore come forza originaria, capace di generare vita, ma anche di confrontarsi con il limite, la perdita e il dolore.

In definitiva, Neruda ci consegna una visione totale dell’amore:
un’esperienza che attraversa il corpo, ma che non si esaurisce mai in esso.

Biografia dell’autore: Pablo Neruda (1904–1973), poeta cileno e Premio Nobel per la Letteratura, è una delle voci più importanti del Novecento. La sua opera spazia dall’amore alla politica, dalla natura all’impegno civile, mantenendo sempre una straordinaria intensità emotiva e una forza espressiva unica.

Intervista immaginaria all’autore

D: Perché il corpo è così centrale nella tua poesia?
R: Perché è la prima forma di verità che conosciamo.

D: L’amore è più gioia o dolore?
R: È entrambe le cose, sempre insieme.

D: Questa poesia è un inno o una confessione?
R: È un bisogno. E i bisogni non si spiegano, si vivono.

Geo: Cile. La poesia di Neruda nasce in una terra di contrasti e bellezza, ma parla un linguaggio universale, capace di attraversare culture e generazioni, rendendo l’amore una dimensione condivisa e profonda.

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