Come le rose rosse di Mirella Ester Pennone Masi: il profumo della nostalgia che diventa destino

 

Il profumo e la bellezza delle rose rosse: simbolo eterno di amore, memoria e rinascita.

Quando Mirella Ester Pennone Masi scrive “Come le rose rosse”, non racconta solo un amore, ma trasforma il ricordo in una presenza viva, intensa, capace di attraversare il tempo e lo spazio.

Questa recensione di Alessandria today nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.
Pier Carlo Lava

In questa poesia, la notte diventa il luogo privilegiato dell’anima, uno spazio sospeso dove sogno e memoria si fondono. “Ti sogno ad occhi aperti” è un verso che contiene già tutto: l’amore non è confinato al passato, ma continua a vivere nella coscienza vigile, come una fiamma che non si spegne. La nostalgia non è semplice malinconia, ma forza generativa, quasi creativa, capace di trasformare l’assenza in presenza.

Il linguaggio poetico di Mirella Ester Pennone Masi è ricco di immagini sensoriali e simboliche, che costruiscono un paesaggio interiore potente. Il “fuoco che arde” e i “sospiri sul petto” evocano una passione ancora viva, mentre il “canto selvaggio” che nasce “bianco sulle spiagge deserte” introduce una dimensione più ampia, quasi primordiale. La natura diventa specchio dell’emozione, un elemento vivo che accompagna e amplifica il sentimento.

Particolarmente suggestiva è l’immagine dei “sogni pirati”, che si muovono “fra sponde e verdi selve”: qui l’amore assume una dimensione avventurosa, libera, quasi ribelle, capace di attraversare confini e limiti. È un amore che non si lascia imprigionare, che continua a cercare, a navigare, a esistere.

Nel finale, la poesia si chiude con una dichiarazione intensa e liberatoria: “Non fu vano il passato!”. È una frase che risuona come una presa di coscienza, un’accettazione profonda. Il paragone con “le rose rosse” che profumano a maggio restituisce un senso di bellezza, ciclicità e rinascita, trasformando il ricordo in qualcosa di prezioso e necessario.

In questa prospettiva, la poesia di Pennone Masi si avvicina per sensibilità a quella di Alda Merini, dove l’amore e il dolore si intrecciano in modo indissolubile, e a certe atmosfere di Pablo Neruda, in cui il sentimento si espande nella natura e diventa universale. Tuttavia, la voce dell’autrice mantiene una propria identità delicata ma intensa, fatta di immagini evocative e di una musicalità interna che accompagna il lettore.

COME LE ROSE ROSSE

In questa lunga notte
ti sogno ad occhi aperti
la nostalgia invade
il ricordo

È quel fuoco che arde
fra i tuoi amati sospiri
che sento sul petto,
è quel selvaggio canto
che bianco nasce
sulle spiagge deserte;

move i sogni pirati
fra sponde e verdi selve.

Se i miei sguardi d’ambra
ti avvolgono nel fato,
come le rose rosse
profumano a maggio:
“ Non fu vano il passato!”

©ester@mirella M P 11/09/2017

Biografia dell’autrice
Mirella Ester Pennone Masi è una poetessa contemporanea che affida alla parola una funzione intima e rivelatrice, capace di trasformare esperienze personali in immagini universali. La sua scrittura si distingue per una forte componente emotiva e simbolica, dove il ricordo, l’amore e la natura diventano elementi centrali. Le sue poesie raccontano spesso la profondità dei sentimenti umani, con uno stile evocativo che privilegia la suggestione e la musicalità del verso.

“Come le rose rosse” è una poesia che parla al cuore con delicatezza e intensità, lasciando nel lettore una traccia profonda. Non è solo un canto d’amore, ma una riflessione sul valore del passato e sulla sua capacità di continuare a vivere dentro di noi. In un tempo in cui tutto sembra scorrere veloce, versi come questi ci ricordano che alcuni sentimenti non passano, ma si trasformano, come il profumo delle rose che torna ogni primavera.

Intervista immaginaria all’autrice
“Quando ho scritto questa poesia, non cercavo risposte, ma verità. Volevo dare voce a un ricordo che non smetteva di vivere dentro di me, trasformandolo in qualcosa di bello, di condivisibile. Credo che la poesia serva proprio a questo: a dare forma a ciò che non riusciamo a dire nella vita di tutti i giorni.”

Geo
L’opera di Mirella Ester Pennone Masi si inserisce nel panorama della poesia contemporanea italiana come una voce autentica e sensibile, capace di raccontare emozioni universali attraverso immagini intime e suggestive. Alessandria today continua a valorizzare autori e autrici che, con la loro scrittura, contribuiscono a mantenere viva la tradizione poetica come strumento di riflessione e bellezza condivisa.

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