Ciao Cara a Torino, il nuovo ristorante che riporta la tradizione piemontese al centro della tavola

L’atmosfera calda e familiare di Ciao Cara a Torino, dove design retrò, dettagli artigianali e luce naturale raccontano la tradizione piemontese in chiave autentica.

Nel cuore di Torino nasce Ciao Cara, un ristorante che sceglie una strada controcorrente: non reinventare la tradizione, ma restituirla con rispetto, calore e autenticità. In un tempo in cui molti locali inseguono format veloci, contaminazioni continue e linguaggi gastronomici globali, questo nuovo progetto torinese decide invece di tornare all’origine, alla memoria familiare, alla convivialità e ai sapori riconoscibili della cucina piemontese. Ciao Cara non vuole stupire con effetti speciali, ma far sentire il cliente a casa, dentro un luogo dove il cibo diventa relazione, ricordo e piacere condiviso.
Pier Carlo Lava
Il progetto nasce da una storia reale e profondamente legata al territorio. Lo spazio che ospita Ciao Cara non è soltanto un indirizzo, ma un luogo della memoria, perché proprio qui sorgeva la trattoria dei bisnonni di Emanuele Borio, oggi tra i fondatori del ristorante. Emanuele, classe 1994, rappresenta la quarta generazione di una famiglia attiva nella distribuzione food professionale e porta con sé una conoscenza concreta del settore, maturata giorno dopo giorno a contatto con il mondo della ristorazione. Accanto a lui c’è Anastasia, classe 2000, cresciuta in una famiglia con oltre settant’anni di esperienza nel settore delle farine e formata tra economia e comunicazione food and wine alla IULM. Alla guida della cucina c’è Federico Girone, chef classe 1993, con un percorso che attraversa sia la cucina fine dining sia quella più tradizionale, da La Credenza a Trattoria Zappatori. Tre percorsi diversi si incontrano in un’unica visione: creare un luogo dove la convivialità torni protagonista

Anche il progetto architettonico segue la stessa filosofia. Firmato da Velvet Studio, guidato da Gianluca Bocchetta, il design di Ciao Cara nasce più per sottrazione che per aggiunta. Non si parte dall’esibizione della forma, ma dall’esperienza che il cliente deve vivere entrando nel locale. Colori da trattoria piemontese, legno, paralumi, bancone in bella vista, luci calde, stagere del vino e cucina a vista costruiscono un ambiente familiare, quasi domestico, dove ogni dettaglio richiama una memoria collettiva. La Mole, visibile dalle vetrine e dal dehors, diventa parte del racconto: Torino resta sullo sfondo, ma è anche il cuore simbolico del progetto.

La cucina segue una direzione precisa: tradizione, materia prima, tecnica e condivisione. I piatti sono pensati anche “da mettere in mezzo”, per rompere la rigidità della sequenza classica e favorire l’assaggio, lo scambio, la conversazione. Il vitello tonnato parte da un girello cotto rosa, morbido e succoso, con una salsa preparata senza scorciatoie, a base di tonno, uova sode, capperi e una nota acetica che richiama subito la cucina di casa. I bon bon di guancia raccontano invece il lato più goloso e conviviale: croccanti fuori, morbidi dentro, accompagnati da una maionese alla nocciola che arricchisce senza coprire. La cipolla in cocotte, con fonduta di grana, salsiccia e amaretti sbriciolati, appare come uno dei piatti più rappresentativi del locale: calda, lenta, rassicurante, profondamente piemontese.

La carta dei vini nasce inizialmente con una selezione interamente piemontese, coerente con l’identità del ristorante, per poi aprirsi progressivamente ad altre regioni italiane. Oggi conta circa 60 etichette tra rossi, bianchi, rosé e bollicine, pensate per accompagnare la cucina in diversi momenti di consumo. È una proposta dinamica, non chiusa, ma fedele a un’idea chiara: raccontare il territorio senza trasformarlo in una gabbia.

Ciao Cara si inserisce così nel panorama contemporaneo della ristorazione torinese con una posizione riconoscibile. Non rincorre la moda del momento, non cerca l’effetto virale a tutti i costi, non forza la tradizione dentro una reinterpretazione obbligata. La sua forza sta proprio nella scelta di essere semplice, autentico e consapevole, un luogo dove Torino torna a essere vissuta per ciò che è: una città di memoria, eleganza, tavole condivise e sapori profondi. La visione futura del progetto punta a una crescita coerente, capace di consolidare Ciao Cara come riferimento contemporaneo locale senza perdere radici, qualità e accessibilità.

Geo: Torino conferma ancora una volta la propria vocazione gastronomica e culturale, capace di unire memoria piemontese, ricerca contemporanea e nuove energie imprenditoriali. Ciao Cara nasce in questo contesto come progetto radicato nella città, con uno sguardo rivolto alla tradizione e una sensibilità moderna verso l’accoglienza, il design e la convivialità.

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