Questa recensione di Alessandria Post nasce dal desiderio di offrire al lettore una lettura attenta e accessibile dell’opera, mettendo in dialogo il testo, il contesto e il presente, con l’obiettivo di stimolare riflessione, consapevolezza e curiosità culturale.
Pier Carlo Lava
C’è una verità semplice e allo stesso tempo profonda che attraversa questa poesia: non esiste una sola notte, ma infinite notti, tante quante sono le esperienze umane. Domenico Falduto costruisce un testo che è insieme meditazione e visione, dove la notte diventa metafora della vita stessa, dei suoi opposti, delle sue oscillazioni continue tra pienezza e perdita.
La forza della poesia sta nella sua struttura quasi liturgica, fatta di immagini che si susseguono e si contrappongono. Le “notti dei falchi” e quelle “dei serpenti”, le notti del Getsemani e quelle del mare illuminato dalla luna, creano un mosaico simbolico che richiama la tradizione biblica e quella esistenziale novecentesca. In questo senso, Falduto sembra dialogare con la spiritualità inquieta di Giuseppe Ungaretti e con la tensione interiore di Salvatore Quasimodo, pur mantenendo una voce personale, più narrativa e accessibile.
Il cuore della poesia emerge nella contrapposizione tra notti che “aggiungono” e notti che “sottraggono”. Da un lato la notte come ristoro, amore, sogno, possibilità; dall’altro la notte come fatica, paura, presagio di fine. È una visione profondamente umana, che non cerca consolazioni facili ma accetta la complessità dell’esistenza. La notte diventa così uno spazio di verità, dove l’uomo si confronta con se stesso senza difese.
Particolarmente intensa è la chiusura del testo, che restituisce tutto alla dimensione individuale: “a ognuno le sue notti e la sua memoria”. È qui che la poesia si fa universale, perché riconosce che ogni esperienza è unica, irripetibile, e che ognuno porta dentro di sé il proprio buio e la propria luce.
Ci sono notti e notti di Domenico Falduto
Nel nostro sole
ci sono notti e notti:
notti che aggiungono
e notti che sottraggono.
Sono le notti dei falchi
o quelle dei serpenti,
delle colombe o dei lombrichi.
Notti degli orti di Getsemani e del deserto.
E notti, del chiaro di luna, col dolce suono della risacca.
Notti dei lupi e delle ombre lunghe,
ma anche dei giuochi, dei canti, dei balli
nei saloni degli arazzi e delle feste!
Ci sono notti, fonte di ristoro e d’illusioni,
infiammate d’amori vivi
d'albe chiare e di sospiri.
E poi invece notti
“oscure dell’anima” e dei sensi
fonte di stanchezze e di sudori
che annunciano vecchiaia, morte
ad ogni istante e
non lasceranno posto che ad albe
tragiche, grigie, senza storia.
Allora e ancora: a ognuno
le sue notti e la sua memoria!
Biografia dell’autore
Domenico Falduto si inserisce nella tradizione della poesia riflessiva e simbolica, con una scrittura che alterna immagini concrete e richiami spirituali. I suoi testi si distinguono per una forte tensione esistenziale, in cui il vissuto personale si intreccia con temi universali come il tempo, la memoria, la vita e la morte.
“Ci sono notti e notti” è una poesia che invita a fermarsi, a riconoscere la complessità dell’esistenza senza semplificarla. È un testo che non giudica, ma osserva, che non consola, ma accompagna. Falduto ci ricorda che ogni notte ha un senso, anche quella più buia, perché fa parte del nostro percorso umano.
Geo: Alessandria Post continua a promuovere la poesia contemporanea come spazio di riflessione e consapevolezza, valorizzando testi che parlano all’uomo di oggi con autenticità e profondità.
“testo ricevuto per mail e condiviso dall’autore Domenico Falduto”
Commenti
Posta un commento
Grazie per il tuo commento torna a trovarci su Alessandria post