Pier Carlo Lava
Rodari costruisce la poesia attraverso una serie di scene buffe: un signore “buttava le castagne” e “mangiava i ricci”, un altro lasciava i pinoli per mangiare la pigna, un altro ancora preferiva la carta stagnola al cioccolato. Sono immagini comiche, quasi da teatro dell’assurdo, ma proprio per questo efficacissime. Il bambino ride, l’adulto capisce. Dietro l’apparente gioco c’è una critica profonda alla nostra incapacità di riconoscere ciò che conta davvero.
Il cuore della poesia arriva nella chiusa, dove Rodari cambia improvvisamente registro e trasforma la filastrocca in una riflessione universale: “la vita la butta via” e “mangia soltanto la buccia”. In questi versi si concentra tutto il significato del testo: molte persone attraversano l’esistenza inseguendo ciò che è esterno, superficiale, rumoroso, dimenticando la parte più autentica dell’esperienza umana. Rodari ci ricorda che il rischio non è solo sprecare qualcosa, ma sprecare noi stessi.
La forza di Gianni Rodari sta proprio qui: parlare ai bambini senza semplificare la vita, parlare agli adulti senza appesantire il pensiero. La sua poesia sembra un gioco, ma è un piccolo specchio morale. In un tempo come il nostro, dominato dalla fretta, dall’apparenza e dal consumo, “I bravi signori” appare ancora più attuale, perché ci invita a domandarci quante volte anche noi teniamo la buccia e lasciamo andare il frutto.
Gianni Rodari, nato a Omegna nel 1920 e morto a Roma nel 1980, è stato scrittore, pedagogista, giornalista e maestro della letteratura per l’infanzia. Autore di opere fondamentali come Filastrocche in cielo e in terra, Il libro degli errori e Grammatica della fantasia, ha ricevuto nel 1970 il prestigioso Premio Hans Christian Andersen. La sua scrittura ha unito fantasia, impegno civile e intelligenza pedagogica, trasformando la filastrocca in uno strumento di libertà, pensiero critico e educazione alla vita.
Geo: Da Omegna al mondo della scuola e della letteratura italiana, Gianni Rodari resta una voce centrale della cultura del Novecento, capace di parlare ancora oggi a lettori di ogni età. Su Alessandria Post, la sua poesia diventa occasione per riscoprire il valore della semplicità, della fantasia e della coscienza critica.
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