Scivola l’immaginoso
su friabile piano d'argilla
eludendo
il tracciato stremato
d’una frequenza logora
Acuti rumori
di lontano spessore
vibrano sul palpitare di ciglia
mosse da giorni avari di luce
L’azzurrato d’impatto
diviene disadorno
cadenzato da scorie
dorate di bacche
fluttuanti fra gorghi di foglie emaciate.
Nostalgiche trasparenze
di veli passionali
sfiorano l’epidermide
vogliosa d’esprimere
un’ellisse amorosa
che frughi nel boccio
d’un anemone al suo albore
@Silvia De Angelis
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