Sabato 9 Maggio presso la Project Room del Museo Caos di Terni opening della mostra "Bag/Museo" di David Pompili. La mostra è a cura di Chiara Ronchini per Le Macchine Celibi.
Dopo "Ambigua" di Jacopo Natoli, mostra che indagava sull'ambiguità delle immagini e sulla necessità per l'arte contemporanea di "destabilizzare" e creare interrogativi, invece che di rassicurare, attraverso una ricerca "iconoclasta" su icone del nostre tempo, dai documenti di identità alla bandiere calcistiche, il museo ternano propone un'altra mostra nella quale si indaga la collisione tra il classico e una contemporaneità che brucia e consuma tutto rapidamente, rendendo "instagrammabili" e pop anche le immagini del passato.
David Pompili assieme ad Antonio Maria Catalani ha recentemente inaugurato lo spazio per l'arte contemporanea Ur/Off a Narni, con una mostra incentrata sul concetto di "utilità" dell'arte e dell'inutilità come unica via di resistenza. L'arte come veicolo di "resistenza" all'epoca del "fast" (food ma non solo) è al centro anche della mostra che si aprirà tra una settimana a Terni.
Alla personale dell'artista umbro David Pompili Bag/Museo saranno esposti 40 lavori e un’imponente installazione, per la prima volta, nella sala Ronchini del Caos di Terni, alla personale dell’artista Umbro David Pompili.
Il progetto espositivo è una riflessione visiva e concettuale di collage su una busta di carta McDonald’s, trasformata da oggetto funzionale a supporto simbolico.
La scelta del materiale non è neutra: la carta usa-e-getta diventa il luogo di collisione tra arte classica, portatrice di eternità, e cultura del consumo, fondata sulla velocità e sulla sostituzione continua.
Sulla busta compaiono particolari di opere classiche: un volto marmoreo segnato dal tempo, una mano che stringe il vuoto, una piega di tunica scolpita con perfezione millenaria. Non sono immagini complete, ma frammenti, citazioni visive che evocano il museo e la storia dell’arte senza mai mostrarli interamente. Questo taglio frammentario riflette la perdita di contesto tipica della contemporaneità, in cui il passato viene consumato per immagini rapide e riconoscibili.
A interrompere il silenzio della classicità, scritte urban e street art irrompono sulla superficie: lettering aggressivo, sbavature di spray, dripping e segni istintivi. Le frasi sono brevi, quasi slogan, pensate per essere lette in pochi secondi: “CONSUME IMAGES, FORGET MEANING”.
Il contrasto è volutamente violento. L’arte classica, nata per durare, viene incollata su un supporto destinato a essere gettato. La street art, linguaggio della strada e dell’immediatezza, diventa la voce critica che denuncia questa contraddizione, trasformando la busta in un manifesto temporaneo. Il messaggio viaggia veloce, passa di mano in mano, come un pasto rapido. Non pretende contemplazione, ma innesca una frizione: può l’arte sopravvivere nella logica del consumo rapido?
La busta, piegata, macchiata, fragile, diventa metafora di un patrimonio culturale ridotto a superficie, ma ancora capace di parlare. In questa tensione tra alto e basso, tra eterno e usa-e-getta, l’arte, anche quando viene compressa nei tempi del fast food, continua a resistere, trasformando un oggetto banale in un veicolo di pensiero.
Pompili è spinto da una forza irrefrenabile, dove la necessità di creare è impressa nel suo dna artistico che altro non vuole che dar voce alla sua rivoluzione poetica, guidato e condizionato dai rapidi cambiamenti della società e del mondo. La bellezza dei suoi lavori è nella rapidità di riconoscere immagini, simboli e icone del quotidiano; l’importanza la troviamo invece nella storia di ogni immagine da lui scelta e ancor di più nel suo inconfondibile stile che ti fa pensare a quanto sia bella l’arte. La mostra è stata possibile grazie anche all'aiuto di aziende che sostengono l'artista nei suoi progetti.
La video ideazione progetto del progetto è di. David Pompili. Lacomposizione musicale e video di Flash Stefano Ranalli, Francesco Costanza. Lo Staff Montaggi è composto da Holaf Antoni Maria Catalani, Massimo Longhi.
La mostra rimarrà visitabile dal 9 maggio al 26 luglio 2026, dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 presso la Sala Ronchini, Project Room del CAOS Centro Opificio Arti Siri, Via Franco Molè
Ingresso gratuito.
Ph, del museo Caos di Andrea Macciò
Andrea Macciò
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