AMAG Ambiente “scontro in Consiglio sulla gara a doppio oggetto” Locci attacca: scelta rischiosa e costosa per la città
Una decisione politica, non solo tecnica: al centro del dibattito c’è stata la natura stessa dell’operazione. Secondo Emanuele Locci, Presidente del Gruppo Fratelli d’Italia, non si tratta di una scelta amministrativa neutra, ma di una decisione politica destinata a incidere profondamente sul futuro della gestione dei rifiuti e sul rapporto tra pubblico e privato. La critica principale riguarda l’assenza di un percorso realmente condiviso e di un confronto trasparente sulle alternative possibili.
Una seduta lunga e tesa: il Consiglio, iniziato alle 17 del giorno precedente, si è protratto per ore con un confronto serrato. Le opposizioni hanno presentato 62 emendamenti, nel tentativo di bloccare o modificare un’operazione ritenuta critica. Di questi, 11 sono stati approvati, introducendo alcune correzioni ritenute importanti ma non sufficienti a cambiare il giudizio complessivo.
Il nodo della gara a doppio oggetto: secondo Locci, il limite principale sta nella scelta a monte. L’Amministrazione avrebbe individuato questa soluzione come unica percorribile, senza però dimostrare con chiarezza la sua superiorità rispetto ad alternative come il rafforzamento della gestione pubblica o modelli più equilibrati di collaborazione. “Dire che questa è la strada non basta”, è la sintesi della posizione dell’opposizione.
Valutazioni economiche sotto osservazione: un altro punto critico riguarda la base tecnica dell’operazione. Secondo l’opposizione, la perizia utilizzata per valutare la società non sarebbe aggiornata agli investimenti recenti, lasciando zone d’ombra su valori, equilibri e prospettive future. Un aspetto particolarmente rilevante considerando l’ingresso di un socio privato nella governance.
Governance e ruolo del socio privato: uno dei temi più delicati riguarda proprio il peso del futuro partner industriale. Dallo statuto e dai patti parasociali emergerebbe, secondo Locci, un ruolo molto forte del socio privato, con capacità di incidere direttamente sulla gestione e sulla nomina dell’amministratore delegato. Il rischio, evidenziato dall’opposizione, è quello di un progressivo ridimensionamento del controllo pubblico su un servizio essenziale.
Il tema delle tariffe e degli investimenti: particolare attenzione è stata posta anche sul possibile impatto economico per i cittadini. In un settore regolato come quello dei rifiuti, gli investimenti del socio privato potrebbero essere riconosciuti attraverso il piano economico-finanziario e quindi trasferiti, almeno in parte, sulle tariffe. Da qui la richiesta di maggiori garanzie, controlli e trasparenza.
Emendamenti approvati ma insufficienti: la minoranza rivendica il risultato ottenuto con gli 11 emendamenti approvati, che introducono tutele per i lavoratori, maggiore attenzione alla qualità del servizio e strumenti di controllo più stringenti. Tuttavia, secondo Locci, questi correttivi non modificano l’impianto complessivo dell’operazione, giudicato ancora fragile.
Dubbi su opportunità e trasparenza: nel corso della seduta sono state sollevate anche questioni legate a possibili conflitti di interesse e sovrapposizioni di ruolo all’interno del sistema AMAG e del Consorzio. Pur senza formulare accuse dirette, l’opposizione ha chiesto maggiore chiarezza e approfondimento su situazioni ritenute delicate dal punto di vista istituzionale.
Un voto contrario “responsabile”: la posizione finale del gruppo Fratelli d’Italia è netta. Il voto contrario, secondo Locci, non è ideologico ma basato su elementi concreti: assenza di una vera comparazione tra alternative, valutazioni economiche ritenute deboli, rischio di squilibrio nella governance e possibile impatto sulle tariffe.
Controllo e vigilanza nei prossimi mesi: con l’approvazione delle delibere, si apre ora la fase operativa: bando, gara, selezione del socio e attuazione del progetto. L’opposizione annuncia un monitoraggio costante su ogni passaggio, con particolare attenzione agli effetti su lavoratori, cittadini e qualità del servizio.
Geo: Alessandria si trova davanti a una scelta strategica per la gestione dei rifiuti e dei servizi pubblici locali. Il caso AMAG Ambiente rappresenta un passaggio chiave nel rapporto tra amministrazione, territorio e modelli di gestione, con implicazioni dirette per la comunità e per il futuro assetto del sistema pubblico-privato. Immagine generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo.
_______________
Comunicato stampa integrale:
Si è concluso quasi alle tre del mattino, dopo una seduta iniziata alle 17 del giorno precedente, il Consiglio Comunale dedicato alle due proposte di deliberazione relative alla gara a doppio oggetto di AMAG Ambiente.
Una discussione lunga e politicamente rilevante, nella quale le opposizioni hanno presentato 62 emendamenti con l'obiettivo di fermare un’operazione ritenuta sbagliata o, quantomeno, introdurre garanzie sostanziali a tutela dei lavoratori, dei cittadini, del controllo pubblico e della trasparenza.
“Quella approvata dalla maggioranza non è una mera scelta tecnica — dichiara Emanuele Locci — ma una scelta politica pesantissima sul futuro di AMAG Ambiente, del servizio rifiuti e del rapporto tra pubblico e privato nella gestione di un settore essenziale per la città. Proprio per questo avrebbe richiesto un percorso più condiviso, più trasparente e fondato su una reale valutazione di tutte le alternative giuridicamente e industrialmente possibili”.
Secondo Locci, il limite principale dell’operazione è a monte.
“L’Amministrazione ha scelto la strada della gara a doppio oggetto come se fosse l’unica via possibile, ma non è stata prodotta una vera analisi comparativa con le alternative. Non è stato dimostrato, con la necessaria chiarezza, perché questa soluzione sarebbe preferibile rispetto ad altri scenari: il rafforzamento della gestione pubblica, una diversa riorganizzazione industriale, forme di collaborazione più circoscritte, una gara per specifici servizi o altri modelli capaci di preservare maggiormente il controllo pubblico. Di fronte a un’operazione di questa portata, dire semplicemente ‘questa è la strada’ non basta”.
Locci contesta anche la base valutativa dell’operazione.
“Abbiamo sollevato il tema di una perizia fondata su dati non aggiornati agli investimenti sostenuti nell’ultimo anno e mezzo e comunque non adeguata, a nostro giudizio, a sostenere una decisione così rilevante. Quando si apre il capitale e la governance di una società pubblica a un socio operativo privato, la valutazione della società, degli investimenti, degli impegni e degli equilibri futuri deve essere inattaccabile. Qui, invece, restano troppe zone grigie”.
Altro nodo centrale riguarda statuto e patti parasociali.
“Il problema non è solo l’ingresso di un privato. Il problema è il peso che quel socio operativo privato potrà avere nelle scelte della società. Dallo statuto e dai patti parasociali emerge un impianto che attribuisce al socio privato un ruolo molto forte nella governance e nella gestione. Non parliamo di un soggetto chiamato semplicemente a portare competenze tecniche: parliamo di un soggetto che entra nella cabina di regia di AMAG Ambiente, nomina l’amministratore delegato, esercita un controllo determinante sulla gestione e rischia di relegare il socio pubblico a un ruolo sostanzialmente marginale. È esattamente su questo punto che avremmo voluto garanzie molto più nette”.
Per Locci, anche la questione degli investimenti resta delicatissima.
“È stato raccontato che il socio operativo porterà investimenti e capacità industriale. Ma bisogna dire con chiarezza che, in un settore regolato come quello dei rifiuti, quei costi sono destinati a essere riconosciuti attraverso il piano economico-finanziario e quindi, in ultima istanza, attraverso le tariffe pagate dai cittadini. Per questo abbiamo insistito sulla necessità di vincoli, controlli, trasparenza e verifiche puntuali. Gli alessandrini devono sapere se stanno davvero ottenendo un miglioramento del servizio o se stanno finanziando, con la tariffa, un’operazione che garantisce ritorni economici al socio privato”.
La minoranza ha ottenuto l’approvazione di alcuni emendamenti, che Locci giudica importanti ma non sufficienti.
“Rivendichiamo il lavoro fatto in Aula. Undici emendamenti accolti introducono correttivi significativi: maggiori garanzie per i lavoratori, maggiore attenzione alla continuità occupazionale, più tutela rispetto alla qualità del servizio, più trasparenza verso il Consiglio Comunale e verso i cittadini, maggiori strumenti di controllo sull’attuazione dell’operazione e sugli impegni che saranno assunti. Sono risultati concreti, ottenuti grazie alla pressione svolta in Aula dalla minoranza e non certo per iniziativa spontanea della maggioranza”.
Ma il giudizio finale resta negativo.
“Quegli emendamenti migliorano alcuni punti, ma non sanano il vizio politico originario. Una cosa è correggere parzialmente un impianto fragile, altra cosa è renderlo accettabile. Per noi questa operazione resta sbagliata nella sua impostazione di fondo”.
Durante la seduta è stata posta anche la questione delle incompatibilità, delle sovrapposizioni di ruolo e dei potenziali conflitti di interesse.
“Abbiamo chiesto chiarezza su una serie di situazioni che, quantomeno sotto il profilo dell’opportunità istituzionale, non possono essere liquidate con superficialità: il presidente del Consorzio nominato lo scorso anno presidente e amministratore delegato di SOGERI, società collocata nell’orbita del gruppo AMAG; il segretario generale del Consorzio che ricopre anche funzioni di segretario generale in Comuni del bacino servito da AMAG Ambiente; il nuovo direttore del Consorzio assunto il giorno prima della deliberazione della Giunta Comunale di Alessandria e pochi giorni prima della deliberazione del Consorzio, peraltro figlio di chi ha svolto e svolge funzioni di segretario generale del Consorzio e di diversi Comuni. Non stiamo formulando condanne personali, ma ponendo un problema politico e istituzionale serio: quando si decide il futuro di una società pubblica e di un servizio essenziale, ogni possibile intreccio di ruoli deve essere chiarito prima, non dopo”.
Locci sottolinea che l’opposizione non ha svolto un ruolo ostruzionistico, ma di merito.
“Per ore abbiamo discusso nel merito degli atti, della governance, delle clausole sociali, del rapporto pubblico-privato, delle tariffe, dei rischi per i cittadini e delle garanzie per i lavoratori. Se alcuni emendamenti sono stati accolti, significa che le nostre critiche erano fondate. Se fosse stata davvero un’operazione perfetta, la maggioranza non avrebbe avuto bisogno di recepire pezzi importanti delle nostre proposte”.
La conclusione è netta.
“Il nostro voto contrario è stato un voto responsabile, non ideologico. Siamo contrari perché questa operazione nasce senza una vera comparazione con le alternative, poggia su presupposti valutativi deboli, attribuisce poteri rilevanti al socio operativo privato, espone i cittadini al rischio concreto di pagare gli investimenti attraverso le tariffe e presenta profili di opportunità istituzionale che avrebbero meritato ben altro approfondimento”.
“Da oggi — conclude Locci — il nostro lavoro continuerà con ancora più attenzione. Controlleremo ogni passaggio: il bando, la gara, i criteri di selezione del socio, gli impegni industriali, le garanzie occupazionali, gli effetti sulle tariffe, la qualità del servizio e il rispetto degli emendamenti approvati. La maggioranza ha scelto di andare avanti. Noi vigileremo perché questa scelta non venga pagata dai lavoratori e dai cittadini alessandrini”.
Commenti
Posta un commento
Grazie per il tuo commento torna a trovarci su Alessandria post