Sarà l’appuntamento di venerdì 17 aprile alle ore 19 allo Spazio AcdBook, presso la libreria con mescita “Andando e Stando” di via Bissati 14, a riaccendere il racconto del ciclismo in città con l’incontro “La narrazione pedala”, protagonisti Antonio Raimondi e Wladimir Belli. Un momento che si inserisce nel calendario delle iniziative legate al Giro d’Italia 2026 e che, di fatto, segna una nuova tappa del percorso culturale avviato dal Comitato di tappa e dal Museo AcdB – Alessandria Città delle Biciclette.
L’incontro, a ingresso libero, vedrà la partecipazione, tra gli altri, del direttore del Museo AcdB Roberto Livraghi e della giornalista Luciana Rota, insieme al libraio Mauro Piantato, e si muove nel solco di una progettualità che unisce memoria, divulgazione e partecipazione, portando il ciclismo fuori dagli spazi tradizionali per incontrare nuovi pubblici.
Antonio Raimondi, giornalista e coordinatore per Discovery-Eurosport, è una delle voci del rugby più riconoscibili del racconto sportivo televisivo italiano, capace negli anni di coniugare competenza, storia dello sport e coordinare ritmo narrativo e divulgazione. Accanto a lui in questo incontro inedito Wladimir Belli, ex professionista tra i protagonisti del ciclismo italiano degli anni Novanta e Duemila, uomo da grandi corse a tappe e oggi apprezzato commentatore tecnico televisivo, porterà il punto di vista di chi il ciclismo lo ha vissuto dall’interno, sulle strade e nel gruppo.
L’appuntamento di AcdBook arriva all’indomani del successo del “piccolo grande tour” alessandrino del Trofeo Senza Fine, che nelle ultime settimane ha attraversato la città costruendo un racconto diffuso attorno al simbolo più iconico del Giro d’Italia. Un percorso culminato nell’epilogo a Palazzo del Monferrato, con la riconsegna del trofeo e l’incontro “Come si costruisce e come si vince un Giro d’Italia”, che ha visto protagonista Vincenzo Nibali.
Proprio l’ex vincitore del Giro ha offerto una chiave di lettura attuale e profonda del ciclismo contemporaneo, sottolineando come «non esista un unico modo per vincere il Giro» e richiamando la necessità di una nuova cultura della bicicletta, capace di riportare sempre più persone sulle strade. Un messaggio che si lega direttamente al senso delle iniziative alessandrine: costruire attorno al Giro non solo attesa sportiva, ma un’eredità culturale e sociale.
Il ciclo di eventi promosso in città si conferma così come un laboratorio diffuso, in cui il ciclismo diventa strumento di narrazione e occasione di incontro. Dalla dimensione simbolica del Trofeo Senza Fine alla parola condivisa negli spazi della cultura, Alessandria continua ad avvicinarsi alla tappa del 22 maggio con un’identità chiara: quella di una città che pedala, racconta e partecipa.
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