Abito tradizionale algerino: un patrimonio culturale tramandato di generazione in generazioneDi Mohamed Rahal- Algeria. Pubblicazione di Elisa Mascia -Italia
Abito tradizionale algerino: un patrimonio culturale tramandato di generazione in generazione
Di Mohamed Rahal ✍️:
🔶#L'abito_tradizionale_algerino è un insieme di indumenti tramandati e preservati dagli algerini di generazione in generazione. Viene indossato soprattutto in occasioni come festività, matrimoni e cerimonie di circoncisione. L'autentico abito tradizionale è considerato un elemento culturale che sottolinea il legame dell'individuo algerino con la propria identità e il proprio patrimonio, profondamente radicato nella sua civiltà. Si possono distinguere gli stili urbani di Algeri e dei suoi sobborghi, quelli dell'est, intorno a Costantina e Annaba, e quelli dell'ovest, intorno a Orano e Tlemcen. Infine, ci sono gli stili rurali di una vasta regione, che comprende la Cabilia, i Monti dell'Aurès, l'Atlante sahariano, i Monti M'zab e il profondo Sahara.
Il caftano algerino
🔶#Caftano_algerino: una lunga veste o mantello che arriva fino alle ginocchia con ampie maniche lunghe che si estendono fino ai gomiti. Si indossa sopra altri indumenti e varia da persona a persona e da regione a regione in termini di ricami e lavorazioni artigianali. Storicamente, era indossato esclusivamente da principi e sultani, ma divenne accessibile al grande pubblico durante l'epoca ottomana. Acquisì popolarità e si diffuse ampiamente tra gli algerini, e oggi è indossato sia da uomini che da donne. Ogni stile ha le sue varianti per le donne. Il caftano algerino apparve in Algeria a seguito della diffusione dell'Islam, in particolare durante il periodo ottomano, e non faceva parte del patrimonio algerino prima di allora. Il caftano rimane un indumento tradizionale in alcune città algerine, tra cui Tlemcen, Algeri, Orano e Blida.
L'haik
🔶#Haik:
L'haik è indossato in Algeria dalle donne nell'Algeria centrale, nella capitale e nelle aree circostanti (Boumerdès, Tipaza, ecc.), e in altre città (Boussaâda, Laghouat, Ghardaïa, ecc.), dove è chiamato "qambouz". Si indossa anche nell'Algeria occidentale (Tlemcen, Orano, ecc.), dove è spesso chiamato "ksa" o "ksa" (senza l'hamza finale), poiché gli algerini tendono a omettere l'hamza finale nel loro parlato, seguendo la regola di addolcire l'occlusiva glottidale.
Il Burnous
🔶#Burnous:
Il burnus può essere considerato un indumento nazionale. È un cappotto ampio e senza maniche che copre la testa ed è fatto di lana. Ne esistono diversi stili, modelli e ricami, soprattutto quelli indossati dalle donne.
🔶#Qashabiya:
Simile nel concetto al burnus, ma ha le maniche ed è fatto di lana bianca o marrone.
🔶#Gandoura_di_Costantino:
La gandoura di velluto, ricamata con filo d'oro, è indossata dalle donne di Costantina durante i matrimoni e le cerimonie di circoncisione. È comunemente chiamata "gandoura di Costantina" o "gandoura Fergani", in onore della famiglia Fergani, pioniera della sartoria a Costantina. Questa gandoura è un elemento essenziale del corredo di una sposa di Costantina. Si tratta di un lungo abito di velluto senza collo, con maniche staccabili. Le sue origini affondano nella fusione culturale che ha caratterizzato l'antica città di Costantina per secoli. È ricamata con filo d'oro utilizzando la tecnica "Majboud". Questo indumento, tradizionalmente limitato a un profondo color bordeaux, ha subito diverse evoluzioni, soprattutto per quanto riguarda la varietà di colori e stili di ricamo. Oggi le spose possono scegliere tra diverse tonalità di verde, blu indaco e viola.
La preparazione di questa gandoura richiede il rispetto di alcune regole specifiche. Bisogna scegliere un disegno e posizionarlo su pelle conciata. Il disegno viene poi impresso sulla pelle e incollato. La fase finale consiste nel ricamo con filo "Majboud". Questo ricamo, che in genere raffigura motivi come rose, farfalle e uccelli, ricopre l'intera gandoura, a seconda del gusto personale. La gandoura tradizionale di Costantina, la cui preparazione può richiedere fino a un anno, si distingue per il suo disegno in tre parti, localmente noto come "kharatat". Questo è l'unico modo per ottenere l'ampia apertura (stretta in alto e larga in basso). Le donne di Costantina indossano questa gandoura con una cintura fatta di monete d'oro di diverso valore, chiamata "mahzma al-louiz".
🔶#Mlaya: Si tratta di un velo realizzato con un unico pezzo di tessuto che una donna indossa quando esce di casa. Di solito è accompagnato da un niqab (velo che copre il viso).
Traditional Algerian Dress: A Cultural Heritage Passed Down Through Generations
By Mohamed Rahal ✍️:
🔶#Traditional_Algerian_dress is a collection of garments passed down and preserved by Algerians from generation to generation. It is worn especially on occasions such as holidays, weddings, and circumcision ceremonies. Authentic traditional dress is considered a cultural element that highlights the Algerian individual's attachment to their identity and heritage, deeply rooted in their civilization. One can distinguish urban styles from Algiers and its suburbs, those from the east around Constantine and Annaba, and those from the west around Oran and Tlemcen. Finally, there are rural styles from a vast region, including Kabylia, the Aurès Mountains, the Saharan Atlas, the M'zab Mountains, and the deep Sahara.
The Algerian Kaftan
🔶#Algerian_Kaftan: A long robe or cloak reaching to the knees with wide, long sleeves extending to the elbows. It is worn over other clothing and varies from person to person and from region to region in terms of embroidery and handwork. Historically, it was worn exclusively by princes and sultans, but became available to the general public during the Ottoman era. It gained popularity and widespread adoption among Algerians, and today it is worn by both men and women. Each style has its own variations for women. The Algerian kaftan appeared in Algeria as a result of the spread of Islam, particularly during the Ottoman period, and was not part of Algerian heritage before then. The kaftan remains a traditional garment in some Algerian cities, including Tlemcen, Algiers, Oran, and Blida.
The Haik
🔶#Haik:
The haik is worn in Algeria by women in central Algeria, in the capital and its surrounding areas (Boumerdès, Tipaza, etc.), and in (Boussaâda, Laghouat, Ghardaïa, etc.), where it is called a "qambouz." It is also worn in western Algeria (Tlemcen, Oran, etc.), where it is often called a "ksa" or "ksa" (without the final hamza), as Algerians tend to omit the final hamza in their speech, following their rule of softening the glottal stop.
The Burnous
🔶#Burnous:
The burnous can be considered a national garment. It is a loose-fitting, sleeveless coat that covers the head and is made of wool. It comes in various styles, designs, and embroideries, especially those worn by women.
🔶#Qashabiya:
Similar in concept to the burnous, but it has sleeves and is made of white or brown wool.
🔶#Constantine_Gandoura:
The velvet gandoura, embroidered with gold thread, is worn by women in Constantine during weddings and circumcision ceremonies. It is commonly called the "Constantine gandoura" or "Fergani gandoura," in honor of the pioneering Fergani family of tailors in Constantine. This gandoura is an essential part of a Constantine bride's trousseau. It is a long, collarless velvet dress with detachable sleeves. Its origins lie in the cultural fusion that the ancient city of Constantine has witnessed for centuries. It is embroidered with gold thread using the "Majboud" technique. This garment, which was traditionally limited to a deep burgundy color, has undergone several changes, particularly in terms of the variety of colors and embroidery styles. Brides can now choose from shades of green, indigo blue, and purple.
Preparing this gandoura requires following several specific rules. A design must be chosen and placed on tanned leather. The design is then embossed onto the leather and glued in place. The final stage is embroidery using "majboud" thread. This embroidery, which typically consists of motifs like roses, butterflies, and birds, covers the entire gandoura, depending on personal taste. The traditional Constantine gandoura, which can take up to a year to prepare, is distinguished by its three-part design, known locally as "kharatat." This is the only way to achieve the wide opening (narrow at the top and wide at the bottom). Women from Constantine wear this gandoura with a belt made of gold coins of varying values, called "mahzma al-louiz."
🔶#Mlaya: This is a veil made of a single piece of fabric that a woman wears when leaving the house. It is usually accompanied by a niqab (face veil).
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