25 Aprile, memoria e impegno: la libertà non è mai conquistata per sempre

 

Il Tricolore illumina il cielo di Roma nel giorno della Liberazione, simbolo di libertà, memoria e unità nazionale

Ogni 25 Aprile non è solo una data da ricordare, ma una responsabilità da vivere. La libertà, conquistata con sacrificio e coraggio, chiede oggi di essere difesa con consapevolezza e partecipazione.
Pier Carlo Lava

La Festa della Liberazione rappresenta uno dei momenti più alti della storia italiana, il punto in cui il sacrificio dei partigiani e di tanti cittadini comuni ha permesso al Paese di riconquistare dignità, democrazia e pace dopo gli anni bui della guerra e dell’oppressione. Ricordare significa non dimenticare da dove veniamo, ma anche interrogarsi su dove stiamo andando.

In questo contesto, assume particolare valore il contributo di cittadini come Francesco Lena, che con parole semplici ma profonde richiama l’attenzione su ciò che oggi significa davvero “liberazione”. Non più solo un evento storico, ma un percorso quotidiano, fatto di scelte, responsabilità e impegno civile.

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Di seguito il testo integrale ricevuto:

25 Aprile: festa della liberazione di Francesco Lena

Grazie di cuore ai partigiani e a tanta gente comune, che con tenacia si sono impegnati per liberarci dai nazisti e fascisti, conquistandoci la libertà, la democrazia e la pace che tutt'ora stiamo godendo.

Ora c'è un grande bisogno di partecipazione, perché le conquiste non sono per sempre,

bisogna impegnarci tutti per difendere la libertà, la democrazia, la costituzione e la pace.

Ora bisogna liberarci del malcostume, dell'illegalità e dalle mafie: la legalità e l'onestà fanno bene a tutti e ci consente di vivere nella tranquillità.

Ora bisogna liberarci dalle falsità e dagli insulti: la verità, la gentilezza e l'amicizia fanno bene a tutti e ci permette di vivere sereni.

Ora bisogna liberarci del maltrattamento e della violenza sulle donne: dolcezza, affetto e sincerità,

assieme al rispetto della dignità di ogni donna, fanno veramente bene a tutte le persone vivere nella parità.

Ora bisogna liberarci dello sfruttamento e dagli infortuni sui posti di lavoro: la responsabilità, la sicurezza, l'umanità, il valore della vita, la dignità di ogni lavoratore vanno sempre salvaguardati e fanno bene a tutti, vivere nel rispetto delle regole.

Ora bisogna liberarci velocemente dalle liste di attesa per prestazioni sanitarie ai cittadini:

abbiamo il diritto di avere un Servizio Sanitario Nazionale pubblico, che funzioni bene ed efficiente,

il diritto alla salute sia sempre garantito a tutti i cittadini.

Ora bisogna liberarci dell'egoismo, dell'io, riscoprire il noi, la solidarietà e lo stare bene insieme con amicizia.

Ora bisogna liberarci del menefreghismo, dell'indifferenza: ci vuole più impegno, la libertà è partecipazione, la democrazia si difende e arricchisce con responsabilità costante di tutti i cittadini.

Ora bisogna urgentemente liberarci dalle armi e dalle guerre, che sono strumenti di distruzione e di morte. è una sconfitta dell’umanità.

Ora bisogna praticare tutti insieme i valori della vita, di umanità, giustizia sociale, di uguaglianza, fraternità e di pace.

liberarci da ogni forma di inquinamento dell'ambiente e della natura: rispettare nostra madre terra, dobbiamo impegnarci tutti per fare trovare alle future generazioni l'ambiente migliore di come l'abbiamo trovato.

Francesco Lena - Cenate Sopra - Bergamo

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Il messaggio è chiaro e potente: la libertà non è un punto d’arrivo, ma un processo continuo che riguarda ogni ambito della vita sociale, civile e personale. Dalla legalità alla giustizia sociale, dalla tutela dell’ambiente alla difesa della dignità umana, ogni generazione è chiamata a fare la propria parte.

Il 25 Aprile, allora, non è solo memoria, ma scelta.
Scelta di partecipare, di non restare indifferenti, di costruire ogni giorno una società più giusta. Perché la libertà, come la democrazia, vive solo se viene praticata.

Geo: Cenate Sopra (Bergamo) – Italia. Il contributo di Francesco Lena testimonia come i valori della Resistenza continuino a vivere nelle comunità locali, alimentando un impegno civile diffuso e consapevole.

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