Oggi, 13 aprile 2026, il calendario segna una ricorrenza che non è solo una data, ma un invito alla vita: la Giornata Internazionale del Bacio. Se c’è una colonna sonora che può dare voce alla potenza di questo gesto, non è un lento sussurrato, bensì il graffio rock di quella promessa rivoluzionaria fatta sessantacinque anni fa sul palco di Sanremo "24 mila baci".
Baciare non è un semplice contatto di labbra. È un’esplosione biochimica, un linguaggio che non ha bisogno di dizionari. Quando ci baciamo, il mondo esterno sfuma in un sottofondo irrilevante. La scienza ci dice che un bacio profondo mette in moto 34 muscoli facciali e scatena un rilascio di dopamina e ossitocina tale da ridurre lo stress istantaneamente. Ma chi ama baciare sa che c’è di più: è un atto di presenza assoluta.
In quel momento, non esiste passato né futuro. Esiste solo il respiro dell’altro. E come cantava Adriano Celentano 24 mila baci non sono un calcolo matematico, ma il simbolo di un desiderio che non si esaurisce mai, una fame di vicinanza che sfida le ore del giorno.
Oggi, in un'epoca dominata dal digitale celebrare il bacio significa rivendicare la nostra natura umana. Che sia un bacio rubato in un portone, un bacio d’addio alla stazione o quel bacio "soffiato" a distanza attraverso uno schermo, il valore rimane lo stesso: accorciare lo spazio tra due anime.
Per chi adora questo gesto anche quando i chilometri si mettono di mezzo, il bacio diventa un’architettura della mente. È il "bacio lanciato" che viaggia nello spazio, è il pensiero fisso che accompagna un messaggio, è la promessa di quel contatto fisico che verrà.
Il bacio a distanza ha una forza poetica incredibile: richiede immaginazione, attesa e una fede incrollabile nel potere del sentimento. È un acconto sulla felicità. Ogni bacio inviato via web o via telefono è un mattone che costruisce il ponte verso il prossimo incontro reale.
In questa Giornata Mondiale del Bacio 2026, l’invito è quello di non risparmiarsi. Non fermarsi al primo, non accontentarsi del secondo. Arrivare a quei famosi 24 mila. Perché, come dice la canzone, "con 24 mila baci, felice corre il tempo, un giorno solo non basterà".
Baciate con gli occhi, con le parole, con lo sguardo e, finalmente, con le labbra. Perché in un bacio è racchiuso tutto il segreto della felicità.
Immagine: Pixabay, autore mary1826 (licenza gratuita)
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