Cesare Bocci: URBAN BLUES
URBAN BLUES
I tetti delle case
salutano i Soli sgargianti,
le piogge in vestaglia
e i venti curiosi.
Proteggono alcove di memory
poggiate su rustici pancali,
attici rifrangenti
e occhi vogliosi,
ovattano i "ne voglio ancora".
I tetti delle case
all'alba
son curiose cinciallegre,
a mezzogiorno
mutano in piccioni tubanti,
al tramonto
diventano gufi sornioni
di notte
paiono aironi cinerari.
I tetti delle case
nobilitano piantagioni di curve
disegnate
da architetti privi di architravi,
ingentiliscono
mura arlecchino;
come giapponesi ignoranti Hiroshima
difendono gusti in via d'estinzione.
Benedite, o dei,
i droni che eternano dal cielo
il cambio di valloni
e di plaghe
e le urbane diversità,
in un Mondo dove la password
è conformità.
cesare bocci
Immagine:
Pescia, Tetti delle "Capanne".
quadro di Sirio Bocci, mi babbo
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