Per diventare grandi poeti (tra il serio ed il faceto... di Davide Morelli)

Per diventare grandi poeti bisogna in buona parte dei casi:


  • Aver fatto il Liceo Classico, essere laureati in lettere, avere un dottorato.

  • Svolgere un lavoro intellettuale.

  • Pubblicare con grandi case editrici, altrimenti non si diventa personaggi pubblici in poesia. 

  • Leggere molto e scrivere molto per coltivare il proprio talento.

  • Cercare simboli e corrispondenze anche nelle cose più banali.

  • Mitizzare e idealizzare tutto e tutti. Fantasticare molto.

  • Essere degli autentici pacifisti.

  • Pensare la poesia come ad una attività che nobilita l'essere umano.

  • Prendere la poesia sempre come una passione, che molto raramente diventa lavoro. A dire il vero quasi mai. 

  • Non avere alcuna aspettativa a riguardo.

  • Privilegiare sempre l'utopia.

  • Accettare le innumerevoli contraddizioni che contraddistinguono ognuno, anche se sono insanabili. 

  • Cercare di lavorare sempre su sé stessi.  

  • Partecipare a molti reading poetici. 

  • Essere alla ricerca continua del nuovo.

  • Accettare sempre le critiche negative. Diffidare di chi urla al capolavoro solo perché è un editore a pagamento e vuole spillarvi denaro.

  • Cercare un maestro: un grande poeta oppure un professore universitario potente.

  • Abitare a Roma o a Milano. Oppure avere la possibilità di andare spesso a Roma o a Milano.

  • Avere tempo e denaro per presentare i propri libri e andare a convegni e seminari in tutta Italia.

  • Avere denaro per partecipare a concorsi letterari e per abbonarsi a riviste.

  • Essere consapevoli della marginalità della poesia.

  • Non farsi nemici. Non litigate con chi non conoscete bene. Siate per il quieto vivere.

  • Cercare di fare cricca. Non trascurare le pubbliche relazioni. Mantenersi in buoni rapporti anche con i poeti coetanei.

  • Mettersi d'accordo con chi conoscete bene per fare polemiche studiate ad arte. Ciò vi darà visibilità.

  • Cercare di farsi etichettare dai critici per essere catalogati e antologizzati più facilmente.

  • Non amare Montale, Sereni, Caproni. Piuttosto amate il Gruppo 63, Pasolini, Fortini, Amelia Rosselli.

  • Cercare di essere oscuri e mai lineari nei vostri testi.

  • Trovarsi sempre molti recensori per i propri libri.

  • Essere contro il postmoderno, anche se siete postmoderni dalla testa ai piedi.

  • Non disdegnare la poesia della poesia. La metapoesia va sempre bene ed è buona per ogni stagione. 

  • Negare sempre l'autoreferenzialità della poesia contemporanea.

  • Non scoraggiarsi se non pubblicate con Einaudi, Mondadori, Crocetti. Solo pochissimi ci riescono.

  • Cercare di scrivere in prosa e di pubblicare romanzi con grandi case editrici.

  • Cercare di diventare anche dei critici militanti.

  •  Utilizzare molto i social e farsi un sito internet conosciuto.

  • Odiare i piccoloborghesi, anche se un tempo eravate di estrazione piccoloborghese e anche se le classi sociali oggi non esistono più (esistono solo le fasce di reddito).

  • Lamentarsi sempre e dare la colpa agli italiani medi, anche se l'italiano medio è una pura astrazione degli intellettuali.

  • Essere contro il conformismo e le masse, a costo anche di odiare il popolo a cui quasi tutti apparteniamo.

  • Mantenere un basso profilo se siete benestanti. Cercare di vestire nel modo più dimesso ed economico possibile.

  • Firmare sempre qualsiasi appello e qualsiasi petizione. Firmare. Firmare. Firmare.

  • Manifestare sempre per le giuste cause. Manifestare. Manifestare. Manifestare.






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