
Per diventare grandi poeti bisogna in buona parte dei casi:
Aver fatto il Liceo Classico, essere laureati in lettere, avere un dottorato.
Svolgere un lavoro intellettuale.
Pubblicare con grandi case editrici, altrimenti non si diventa personaggi pubblici in poesia.
Leggere molto e scrivere molto per coltivare il proprio talento.
Cercare simboli e corrispondenze anche nelle cose più banali.
Mitizzare e idealizzare tutto e tutti. Fantasticare molto.
Essere degli autentici pacifisti.
Pensare la poesia come ad una attività che nobilita l'essere umano.
Prendere la poesia sempre come una passione, che molto raramente diventa lavoro. A dire il vero quasi mai.
Non avere alcuna aspettativa a riguardo.
Privilegiare sempre l'utopia.
Accettare le innumerevoli contraddizioni che contraddistinguono ognuno, anche se sono insanabili.
Cercare di lavorare sempre su sé stessi.
Partecipare a molti reading poetici.
Essere alla ricerca continua del nuovo.
Accettare sempre le critiche negative. Diffidare di chi urla al capolavoro solo perché è un editore a pagamento e vuole spillarvi denaro.
Cercare un maestro: un grande poeta oppure un professore universitario potente.
Abitare a Roma o a Milano. Oppure avere la possibilità di andare spesso a Roma o a Milano.
Avere tempo e denaro per presentare i propri libri e andare a convegni e seminari in tutta Italia.
Avere denaro per partecipare a concorsi letterari e per abbonarsi a riviste.
Essere consapevoli della marginalità della poesia.
Non farsi nemici. Non litigate con chi non conoscete bene. Siate per il quieto vivere.
Cercare di fare cricca. Non trascurare le pubbliche relazioni. Mantenersi in buoni rapporti anche con i poeti coetanei.
Mettersi d'accordo con chi conoscete bene per fare polemiche studiate ad arte. Ciò vi darà visibilità.
Cercare di farsi etichettare dai critici per essere catalogati e antologizzati più facilmente.
Non amare Montale, Sereni, Caproni. Piuttosto amate il Gruppo 63, Pasolini, Fortini, Amelia Rosselli.
Cercare di essere oscuri e mai lineari nei vostri testi.
Trovarsi sempre molti recensori per i propri libri.
Essere contro il postmoderno, anche se siete postmoderni dalla testa ai piedi.
Non disdegnare la poesia della poesia. La metapoesia va sempre bene ed è buona per ogni stagione.
Negare sempre l'autoreferenzialità della poesia contemporanea.
Non scoraggiarsi se non pubblicate con Einaudi, Mondadori, Crocetti. Solo pochissimi ci riescono.
Cercare di scrivere in prosa e di pubblicare romanzi con grandi case editrici.
Cercare di diventare anche dei critici militanti.
Utilizzare molto i social e farsi un sito internet conosciuto.
Odiare i piccoloborghesi, anche se un tempo eravate di estrazione piccoloborghese e anche se le classi sociali oggi non esistono più (esistono solo le fasce di reddito).
Lamentarsi sempre e dare la colpa agli italiani medi, anche se l'italiano medio è una pura astrazione degli intellettuali.
Essere contro il conformismo e le masse, a costo anche di odiare il popolo a cui quasi tutti apparteniamo.
Mantenere un basso profilo se siete benestanti. Cercare di vestire nel modo più dimesso ed economico possibile.
Firmare sempre qualsiasi appello e qualsiasi petizione. Firmare. Firmare. Firmare.
Manifestare sempre per le giuste cause. Manifestare. Manifestare. Manifestare.
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