14 marzo 2020
Il torrente
scorre tranquillo, ascolto quel rumore continuo, chiassoso, sempre uguale e
rifletto.
Lui corre
poco più sotto la via che sto percorrendo, ma io non vedo le acque, immagino perché so.
Immagino perché sento e nel suono mi perdo.
Penso al
mare, alle sue onde magnifiche, spumeggianti, alle sue profondità, alla sua
grandezza.
La voce che certe volte attraversa i miei pensieri e li culla di
nostalgia confusa, perché distante dalla radice nascosta…
Penso a questo e al tutto così
lontano...
al passato, il futuro che hanno perso forma, confusi di colpo nella
mente, chiusa in questo immobilismo, questa distanza che vorrei annullare.
Niente pare
reale e raggiungibile, sono parte d'un sogno e nel sogno navigo, ma dove sono?
Il
mare...
Il rumore
dell'onda... il suono lontano di lamento, cerco di catturarne le voci, i
contorni, nel ricordo rappreso che il filo della memoria scioglie in uno sciame
quieto d'immagini. L'orizzonte azzurro è là ed io cerco invano di
raggiungerlo, per non lasciar sfuggire quel filo di cui mi sfugge il capo.
Il mare mi
manca, mi manca più di ogni altra cosa, il suo spazio, il suo vociare continuo
ma sempre diverso e quell'idea che porta sempre con sé d'infinito.
È dolce
lasciarsi trasportare, cullare da quel pensiero rassicurante, ma il viaggio è
breve e mi riscuoto.
Il filo è
ormai sfuggito di mano e la realtà ha risvegliato la ragione.
Sono stata posseduta
da un assurdo intermezzo... il suono, quel suono di acque non può, in alcun
modo, essere paragonato al frastuono del grande immenso mare.
La sua voce
discontinua, che a volte ti arriva come soffio, una carezza a volerti
sfiorare, altre imperiosa, quasi un comando, altre ancora, è una
preghiera che sfuma lontano, mentre il torrente, se non ha troppa pendenza, come in questo luogo,
borbotta di
continuo, borbotta e basta.
Penso a
queste cose stamattina nella mia ora d'aria, che rubo assetata di vita, di
sole, di compagnia, ma il marciapiede è deserto e non passano macchine sulla
via.
La natura
pare non accorgersi di niente e sorride radiosa attraverso un sole che frange
il giallo acceso dei cespugli di forsizia lungo il torrente, e mi ricorda che
la vita continua ad accadere.
Tutto scorre, non ritorna, in cosa però non so ed io non ho che questa
mia fantasia per evadere dalla virulenta realtà che mi assedia insidiosa.
Stef@p.


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