Mi piace l'espressione "campo visivo",
con tutte le cose che ci puoi mettere dentro,
questa luce diversa che dà sul freddo, l'ombra
sulla soglia, là, verso il cipresso puntellato,
o il retro di un alluminio dello stop che è una luna
sulla strada, ci puoi mettere anche un mare
con tante barchette, come nei disegni dei bambini,
negli acquarelli dei principianti; sopra c'è il sole
l'azzurro passa calmo sotto le chiglie e tutto
e dappertutto è illuminato, puoi perfino uscire, se vuoi,
con le scarpe lucide, il colletto rigido, verso il giorno
di festa e dire papà portami dove non so.
Puoi coltivarci tutto quello che ti conforta vedere,
quanto c'è di buono e quanto c'è di inoffensivo
di qua le parole, di là la radice delle cose,
finché sale la piantina, sale, e ti stringe il respiro.
(da Stato di quiete - poesie 2010-2016)

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