OGNI UOMO E’ STATO UN BAMBINO, di Alfonso Gatto, recensione di Elvio Bombonato

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OGNI UOMO E’ STATO UN BAMBINO, di Alfonso Gatto, recensione di Elvio Bombonato
Bambini che pensano negli occhi
hanno l’inverno, il lungo inverno. Soli
s’appoggiano ai ginocchi per vedere
dentro lo sguardo illuminarsi il sole.
Di là da sé, nel cielo, le bambine
ai fili luminosi della pioggia
si toccano i capelli, vanno sole
ridendo con le labbra screpolate.
ALFONSO GATTO  “Il vaporetto”, 1945
Immagini deliziose, lievi, aeree, morbide, dolci, che volano sopra il nostro viso: hanno l'inverno negli occhi; s'appoggiano ai ginocchi; ai fili luminosi della pioggia si toccano i capelli, vanno sole, ridendo con le labbra screpolate.  Un’infanzia che i nostri bambini non vivono più.
Gloria Quartero:  ginocchia sbucciate e labbra screpolate sarebbero auspicabili per i bambini di oggi.
IL VAPORETTO, di Alfonso Gatto, recensione di Elvio Bombonato
Il vaporetto
ha la nuvola bianca 
per tetto,
lo squillo della bandiera
per tutta la primavera.
I grandi uccelli del mare
si sentono chiamare
e sovra i grandi pennoni
sovra le logge e i balconi
vengono d'ogni sponda,
si tuffano nell'onda
della velocità.
Fila fila il vaporetto
con la nuvola sul tetto
e col fumo scrive in cielo
i bei nomi di città.
ALFONSO GATTO, 1962

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