CAMPANA A SERA, di Carmelo Salvaggio
CAMPANA A SERA
Fu in quel vespro
che d’oro m’avvolgeva
che vidi gli occhi
sprofondare nell’infinità.
sprofondare nell’infinità.
Un passo di gabbiani
scriveva la via del crepuscolo
prima che di porpora
si arricchisse la nostalgia
riverberando il gaudio
sulle emozioni dello spirito.
Un’onda di silenzio
travolse l’anima di brividi
allorché l’argentino
suono della sera divenne preghiera.
12 giugno 2020
Carmelo Salvaggio
immagine di Yuri Testaverde - Phoesia

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