CATTIVI RICORDI, di Gregorio Asero
CATTIVI RICORDI
Mi arrampico sopra il mio corpo
come lo scalatore sulla montagna
Voglio riuscire a guardarmi all'alto della mia figura
Voglio scoprire le ragioni che mi costringono
a salire su me stesso
La mia vetta mi darà il mare da ammirare
e solo allora mi fermerò a guardar la distesa di tanto dolore
e a lungo aspetterò la fredda notte
in compagnia di una sola stella
Solo quando il mare cupo e triste
mi farà cenno
solo allora spiccherò il mio salto oltre il tempo
Per ora sono forzato a guardare impotente
Ora voglio solo dormire
insieme al mio mare
e m’agito fra queste schiume di cattivi ricordi
Perché la mia mano non è forte abbastanza
da calare il maglio su questo infame destino
.
da "VANITÀ"
Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633
Foto tumbir

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