Angolo di poesia: Tre liriche scelte di Marco Angella

LA TORRE DI BABELE
Ubriache parole serpeggiano nel tempo
Uomini convinti si ostinano ad usarle
perdendosi in mille rivoli ondeggianti
Anche i saggi cantori
inopportunamente citati
appaiono in contrasto tra loro
Polemiche incandescenti
condite con astrusi giochi verbali
arricchiscono i giornali
Comari distratte si perdono dietro al non senso quotidiano
Il sommo regista guarda dall’alto l’arca con occhi stralunati
Le lettere sciabordano confuse cozzando l’una contro l’altra
Gli accenti si accapigliano egocentrici
Le immagini si impongono sull’essere
mascherando discorsi scheletriti e roboanti inni al nulla
L’ingorda storia, maestra di morte, sconvolge le vite
Nel caos s’insinua l’artista con feroce afasia
per strappare al mondo fedifrago incontaminati suoni
Pianto e riso si perdono nei petali delle margherite
pronti a risorgere al prossimo urlo ipocrita di pace
velato da subdole armi.
Uomini convinti si ostinano ad usarle
perdendosi in mille rivoli ondeggianti
Anche i saggi cantori
inopportunamente citati
appaiono in contrasto tra loro
Polemiche incandescenti
condite con astrusi giochi verbali
arricchiscono i giornali
Comari distratte si perdono dietro al non senso quotidiano
Il sommo regista guarda dall’alto l’arca con occhi stralunati
Le lettere sciabordano confuse cozzando l’una contro l’altra
Gli accenti si accapigliano egocentrici
Le immagini si impongono sull’essere
mascherando discorsi scheletriti e roboanti inni al nulla
L’ingorda storia, maestra di morte, sconvolge le vite
Nel caos s’insinua l’artista con feroce afasia
per strappare al mondo fedifrago incontaminati suoni
Pianto e riso si perdono nei petali delle margherite
pronti a risorgere al prossimo urlo ipocrita di pace
velato da subdole armi.
[tratta da “VERSI MANNARI. Poesie”, Ibiskos-Ulivieri (Collana Il Quadrifoglio), Empoli 2010, p. 18]
ALFABETO MANNARO
Architettare altane alate
Braccare bagliori battesimali
Carpire chimere cibernetiche
Dipingere destini deliziosi
Eternare espressioni elette
Favoleggiare filtri fedifraghi
Ghermire gesti generazionali
Habere halitum haesitabundum
Ideare icone ieratiche
Liberare lettere laconiche
Mandrinare menti meditabonde
Noverare novelle noetiche
Orchestrare onde originali
Propagare pensieri pittoreschi
Quietare quisquilie quotidiane
Ripercorrere rèdole remote
Solennizzare sculture sognate
Trarre teorie trascendentali
Umanizzare ululati usti
Vivificare varchi ventilati
Zigrinare zibaldoni zebrati
Braccare bagliori battesimali
Carpire chimere cibernetiche
Dipingere destini deliziosi
Eternare espressioni elette
Favoleggiare filtri fedifraghi
Ghermire gesti generazionali
Habere halitum haesitabundum
Ideare icone ieratiche
Liberare lettere laconiche
Mandrinare menti meditabonde
Noverare novelle noetiche
Orchestrare onde originali
Propagare pensieri pittoreschi
Quietare quisquilie quotidiane
Ripercorrere rèdole remote
Solennizzare sculture sognate
Trarre teorie trascendentali
Umanizzare ululati usti
Vivificare varchi ventilati
Zigrinare zibaldoni zebrati
[tratta da “VERSI MANNARI. Poesie”, Ibiskos-Ulivieri (Collana Il Quadrifoglio), Empoli 2010, p. 23]
LA BALLATA DEL COVID-19
Vorrei essere il merlo
che sul davanzale
mi racconta la storia
con voce ancestrale
di chi non è uguale
In questo paese lugubre, spettrale
Dove la gente non è più la stessa
e non può andare a messa
Dove i bambini
non vanno più a scuola
e l’asino vola
Dove gli abbracci
non son più consentiti
e impera “corona”
come in certi spartiti
Dove non è concesso
andar fuori comune
come se fossimo
su tante lune.
Dove camminare
non è fare moto
ma il passo è pesante
e risuona nel vuoto
Dove le mamme sono angosciate
e le donne amate
non possono esser baciate
che sul davanzale
mi racconta la storia
con voce ancestrale
di chi non è uguale
In questo paese lugubre, spettrale
Dove la gente non è più la stessa
e non può andare a messa
Dove i bambini
non vanno più a scuola
e l’asino vola
Dove gli abbracci
non son più consentiti
e impera “corona”
come in certi spartiti
Dove non è concesso
andar fuori comune
come se fossimo
su tante lune.
Dove camminare
non è fare moto
ma il passo è pesante
e risuona nel vuoto
Dove le mamme sono angosciate
e le donne amate
non possono esser baciate
Dove la paura avanza
come negli ospedali, in ogni stanza
Dove i teatri e i musei sono chiusi
e gli abitanti disillusi
Dove il turista non ti dà più del “tu”
e il punto “Sigeric” a marzo non apre più
Dove ogni giorno chiude un negozio
e siamo tutti nell’ozio
Dove i maestri
non mostran le viole
perché c’è… il sole
ma il morbo non vuole
Dove è sospeso il mercato
perché affollarsi è vietato
Dove fare la spesa
è diventata un’impresa
Dove l’economia collassa
e sui social sparla la massa
Dove siamo LIBERI ma SCHIAVI
di un mondo del quale
non abbiamo le chiavi
come negli ospedali, in ogni stanza
Dove i teatri e i musei sono chiusi
e gli abitanti disillusi
Dove il turista non ti dà più del “tu”
e il punto “Sigeric” a marzo non apre più
Dove ogni giorno chiude un negozio
e siamo tutti nell’ozio
Dove i maestri
non mostran le viole
perché c’è… il sole
ma il morbo non vuole
Dove è sospeso il mercato
perché affollarsi è vietato
Dove fare la spesa
è diventata un’impresa
Dove l’economia collassa
e sui social sparla la massa
Dove siamo LIBERI ma SCHIAVI
di un mondo del quale
non abbiamo le chiavi
Vorrei sapere dal merlo indovino
quale sarà il nostro destino
ma non mi è dato il grande dono
d’interpretarne il dolce suono
quale sarà il nostro destino
ma non mi è dato il grande dono
d’interpretarne il dolce suono
Marco Angella
Pontremoli, 12 marzo 2020, ore 5 (svegliato dal merlo sul davanzale) – 6.36
[INEDITA – pubblicata e recensita su:http://www.ticinolive.ch/2020/04/07/il-merlo-simbolo-di-resurrezione-nella-pasqua-della-pandemia-marco-angella-e-la-sua-poesia/ ]
Pontremoli, 12 marzo 2020, ore 5 (svegliato dal merlo sul davanzale) – 6.36
[INEDITA – pubblicata e recensita su:http://www.ticinolive.ch/2020/04/07/il-merlo-simbolo-di-resurrezione-nella-pasqua-della-pandemia-marco-angella-e-la-sua-poesia/ ]
BREVE CURRICULUM
Marco Angella è nato a Pontremoli (MS) il 25 aprile 1970. Si è laureato in Lettere nel 1994 con 110 e lode presso l’Università degli studi di Parma.
Abilitato nelle classi di concorso A043 e A050 dal 2002. Nel 2007 è entrato in ruolo come insegnante di sostegno nella scuola primaria presso l’Istituto Comprensivo “Giulio Tifoni” di Pontremoli, dove lavora tuttora.
Dall’aprile 2012 è socio ordinario della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi sezione di Pontremoli e, dal 2010, è nella redazione della rivista Archivio Storico per le Province Parmensi.
Sue ricerche di storia locale sono state pubblicate sull’Archivio Storico per le Province Parmensi, su Studi Lunigianesi, sul terzo Quaderno dell’emigrazione toscana, sul Giornale Storico della Lunigiana, su Nuovi Studi Livornesi, su Cronaca e Storia di Val di Magra, su Il Porticciolo e sulle “Memorie” dell’Accademia Lunigianese di Scienze “Giovanni Capellini”
È autore dei libri Racconti Lunigianesi (Montedit, Melegnano 2009, pp. 50), Versi mannari (Ibiskos – Ulivieri, Empoli 2010, pp. 64) e dell’e-book Musica e teatro a Pontremoli nel secondo periodo lorenese (Pragmata, Roma 2012, pp. 43).
Si è classificato 1° al Premio Sigillo dei Poeti 2008 Città di Genova nella sezione L’emozione del ricordo, 1° alla XXIV Edizione del Premio Nazionale di Poesia Rosario Piccolo (2013) di Patti (Messina) nella sezione Binomi Poetici e 2° al Premio Nazionale di scrittura essenziale Brevis 2006 di Barbariga (Brescia) nella sezione endecasillabo. Suoi testi sono stati pubblicati in diverse antologie ed alcuni sono stati tradotti in spagnolo, in inglese ed in greco.
Ha partecipato alla rassegna nazionale di poesia “Altramarea” di Tellaro (SP) (ideata e diretta da Angelo Tonelli) negli anni 2014, 2017 e 2019.
La sua attività come autore emergente è stata oggetto di recensioni ed è stata seguita e apprezzata da vari critici e studiosi, tra cui Roberto Rizzoli, Maria Maestri, Riccardo Ponti, Vincenzo Zanetto, Enrica Carli, Aldo Vigna e Cristiano Mazzanti.
Abilitato nelle classi di concorso A043 e A050 dal 2002. Nel 2007 è entrato in ruolo come insegnante di sostegno nella scuola primaria presso l’Istituto Comprensivo “Giulio Tifoni” di Pontremoli, dove lavora tuttora.
Dall’aprile 2012 è socio ordinario della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi sezione di Pontremoli e, dal 2010, è nella redazione della rivista Archivio Storico per le Province Parmensi.
Sue ricerche di storia locale sono state pubblicate sull’Archivio Storico per le Province Parmensi, su Studi Lunigianesi, sul terzo Quaderno dell’emigrazione toscana, sul Giornale Storico della Lunigiana, su Nuovi Studi Livornesi, su Cronaca e Storia di Val di Magra, su Il Porticciolo e sulle “Memorie” dell’Accademia Lunigianese di Scienze “Giovanni Capellini”
È autore dei libri Racconti Lunigianesi (Montedit, Melegnano 2009, pp. 50), Versi mannari (Ibiskos – Ulivieri, Empoli 2010, pp. 64) e dell’e-book Musica e teatro a Pontremoli nel secondo periodo lorenese (Pragmata, Roma 2012, pp. 43).
Si è classificato 1° al Premio Sigillo dei Poeti 2008 Città di Genova nella sezione L’emozione del ricordo, 1° alla XXIV Edizione del Premio Nazionale di Poesia Rosario Piccolo (2013) di Patti (Messina) nella sezione Binomi Poetici e 2° al Premio Nazionale di scrittura essenziale Brevis 2006 di Barbariga (Brescia) nella sezione endecasillabo. Suoi testi sono stati pubblicati in diverse antologie ed alcuni sono stati tradotti in spagnolo, in inglese ed in greco.
Ha partecipato alla rassegna nazionale di poesia “Altramarea” di Tellaro (SP) (ideata e diretta da Angelo Tonelli) negli anni 2014, 2017 e 2019.
La sua attività come autore emergente è stata oggetto di recensioni ed è stata seguita e apprezzata da vari critici e studiosi, tra cui Roberto Rizzoli, Maria Maestri, Riccardo Ponti, Vincenzo Zanetto, Enrica Carli, Aldo Vigna e Cristiano Mazzanti.
Per conoscere le sue pubblicazioni più significative cfr.
Per conoscere parte della sua attività relativa alla scrittura creativa cfr.
Pubblicato anche sul portale culturale internazionale VERSO – spazio letterario indipendente:

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