Quel solco evanescente
imprendibile
nell’incerto del
pensiero
si fa solenne nell’antro
opaco
di memorie inabili
a sanare un orizzonte
scomposto.
Un tuffo nel sembiante
cristallino
tempra il rigore del
sottovoce
rinato nel lido inconscio
d’un respiro etereo
al di là d’un soffio
che d’epidermide muti
il gemito
@Silvia De Angelis

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