PROVE PER UN REQUIEM, di Davide Bottiglieri

PROVE PER UN REQUIEM, di Davide Bottiglieri

SINOSSI
Quando l’ispettore Ljudevit Alecsandri si lancia nell’ennesimo inseguimento del suo nemico, ha due certezze: che il demone di Cluj non arresterà la sua sete di sangue e che la sua amata Helena ormai non c’è più. 
Accompagnato dal fedele dottor Mesmer intraprende un viaggio alla volta di Vienna, scenario tanto bello quanto crudele, nuova testimone di efferati delitti. Nella capitale si è pronti a giocare una partita le cui pedine sono tutte nuove e aspettano, ignare, che sia la mano dell’ispettore, sempre più in lotta con le sue ombre, o del demone a fare la prima, eclatante mossa. E a continuare il proprio gioco fino all’ultimo duello. 


Sequel di Omicidi in si minore e il cui titolo, Prove per un requiem, fa chiaro riferimento al Requiem di Mozart che il compositore di Salisburgo iniziò a comporre (ma non concluse) in punto di morte. Il thriller si struttura in quattro parti – Requiem Aeternam, Kyrie, Dies Irae, Lacrimosa – (le stesse che Mozart riuscì a scrivere prima di morire) di cui assume “ritmi” e significati.
Un nuovo Ljudevit Alecsandri è pronto a giocare una nuova partita a scacchi con il suo avversario e, questa volta, lo scenario del terribile scontro è Vienna. L’elegante capitale dell’Impero si dimostra ricca di insidie e culla di inquietanti figure che non esiteranno a frapporsi tra il protagonista e la sua nemesi. 
Ad assistere il giovane ispettore c’è il fedele dottor Mesmer che sfrutta al meglio le sue conoscenze per aggiungere frecce alla faretra del suo compagno, ma anche dall’altra parte della trincea si infoltiscono le schiere e il duello si fa avvincente. Proprio come una partita a scacchi, non si ci sono esclusioni di colpi e per arrivare al re, ambo i giocatori sacrificano piano piano tutti i pezzi, dai pedoni alle regine, fino al definitivo scacco matto. 

Commenti