Rotolo
tra le stoffe d’Oriente
per
un filo d’oro che sa di lontananza.
Il
mercante fiuta le donne
e
vende loro damascati e sogni.
Mi
stufo facilmente delle sue ciarle,
voglio
conoscere le sete col mero tatto.
La
mano mi svelerà il loro viaggio:
onde
delicate e marosi turbolenti,
spose
lasciate sull’altare
e
uomini che guardano l’orizzonte
per
spirare insieme al sole che muore.
Mi
sussurreranno di enigmi insoluti
nella
stanza dei bottoni,
di
decisioni prese in fretta
con
strascichi di rimorsi.
E
ancora bambole meste color ciclamino
celate
in antichi bauli
che
vorrebbero fare la loro comparsa
affianco
a marionette con la faccia
dipinta
di gioia
e
nel confronto vincere la sfida.
E
mille altre stoffe che mi assillano
e
stordiscono con i loro rammarichi.
Nel
mare di colori ho smarrito
il
filo dorato
che
avrebbe dovuto portarmi in salvo…
Il
filo che lega tutte le vite
in
un ordito infinito di
un’unica
illusione.

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