Ai giardini di marzo, di Stefania Pellegrini

I pomeriggi alla soffitta …
io e te, I giardini di marzo,
la chitarra, le nostre voci
in anni in cui fiorivano
in giardino
abbondanti le mimose.
Vorrei dire: il rimpianto
oggi non trova casa,
quest'assenza di rumore
non nuoce al nostro tempo,
eppure il pensiero
non ha diletto.
Mi soffermo alla sua ombra
ma non c'è dolcezza
che il palato colga.
Fumi d'ebbrezze evaporate
depositano su petali
di rose ammaccate.
Fingiamo che il loro profumo
stordisca ancora, che l'estate
non sia già volta all'autunno
e il cuore canti come allora.
Ma le memorie han rumore
di ciottoli rotolanti e
le begonie sono sfiorite nei vasi.
L'estate rovente,
ubriaca di brividi, di sogni,
è declinata sul canto
dei grilli nei prati.
 
Stefania Pellegrini ©
 
©Ogni diritto riservato©

Commenti