Dopo
l'esclusione di Alexei Navalny dalla corsa alle Presidenziali russe 2018 la
maggiore sfidante di Putin diventa la giornalista Ksenia Sobchak a capo di una
'lista civica'. Per Bruxelles molti sono i dubbi sulla possibilità di un voto
democratico in Russia
La Commissione
elettorale russa ha escluso all'unanimità formalmente dalla corsa elettorale
presidenziale 2018, il leader d'opposizione Alexei Navalny, a causa della sua
condanna a 5 anni, con pena sospesa, per appropriazione indebita. L'avvocato
blogger, attivista anti-corruzione, implicitamente escluso d'ufficio dalla
corsa per le presidenziali avrebbe potuto partecipare all'agone elettorale
soltanto nel caso di annullamento della sua condanna oppure nel caso di una
dispensa speciale. Cose che non sono avvenute cosicché Navalny, dopo
l'esclusione, ha lanciato subito un appello al boicottaggio del voto
richiamando a raccolta tutti i suoi sostenitori ed alleati. Bisogna osservare
però che la decisione della Commissione elettorale russa non è stata una
sorpresa, visto che aveva a più riprese avvertito che il leader
dell'opposizione non poteva candidarsi prima del 2028. Critiche all'esclusione
del 41 enne ex candidato sono arrivate da Bruxelles: il divieto a Navalny, da
parte della Commissione elettorale russa, ha affermato la portavoce dell'Alto
rappresentante Ue Federica Mogherini, "getta seri dubbi sul pluralismo
politico in Russia e la prospettiva di elezioni democratiche il prossimo
anno". La portavoce Maja Kocijancic, in un comunicato del Seae (Servizio
europeo per l'azione esterna), ha ricordato che la Corte Europea dei diritti
umani (Cedh) aveva stabilito che il diritto a un processo equo era stato negato
nel 2013 a Navalny, alla fine condannato lo scorso febbraio per distrazione di
fondi. Continua a leggere….

Commenti
Posta un commento
Grazie per il tuo commento torna a trovarci su Alessandria post