Colpo dei liguri
al Bentegodi: Ballardini prosegue la striscia positiva e porta i rossoblù fuori
dalla zona retrocessione. I Var giudicano regolare la posizione del marocchino
al momento della rete del macedone
Il
15° turno di Serie A va in archivio con il colpaccio del Genoa, che passa 1-0
al Bentegodi: la striscia positiva di Ballardini prosegue e i liguri lasciano
la zona retrocessione, salendo a quota 13 e mettendosi ben 5 squadre alle
spalle. Tra queste c'è il Verona, penultimo a 9, che però protesta sul
gol-partita di Pandev per un possibile fuorigioco: i Var sono di parere opposto.
GIALLO
TAARABT —
Nonostante la situazione pericolante delle due squadre, la prudenza resta negli
spogliatoi: il Verona, trascinato da un tonico Buchel, parte col piede premuto
sull'acceleratore e mette subito i brividi a Perin con un tiro-cross di Verde
che scheggia la traversa, ma il Genoa non perde occasione per ripartire in
velocità. Il piano tattico di Ballardini è chiaro: tagliare i rifornimenti a Cerci e
Valoti, imbavagliare Bessa e Verde, azionare Taarabt. E col passare dei minuti,
la partita s'incanala su ritmi meno forsennati, più adatti a giocatori esperti
come Veloso, Rigoni e Pandev. Un attimo prima dell'intervallo, quando tutto
lascia pensare che si vada al riposo sullo 0-0, ecco l'episodio che spacca la
partita: Taarabt fugge sulla sinistra, il suggerimento è deviato da Bertolacci
e perfetto per il destro vincente di Pandev. L'1-0 per il Genoa viene
convalidato, i Var non suggeriscono nulla a Damato, ma la posizione di Taarabt
è molto dubbia anche dopo i replay televisivi. Ci sarà da discutere.
RIGONI
SPRECA —
Pecchia protesta al rientro in campo, dopo aver rivisto le immagini. Ma ormai
può far poco, se non inserire subito Kean al posto dell'acciaccato Bruno Zuculini.
E' il Genoa, però, ad avere il match-point: Pandev e Rigoni, prima di lasciare
il posto a Lapadula e Omeonga, confezionano una palla-gol che l'ex rosanero
mette incredibilmente a lato. Gli attacchi del Verona proseguono fino alla
fine, ma perdono di lucidità di minuto in minuto e Perin deve intervenire solo
su Cerci e Kean. Troppo poco. Al fischio finale, dopo aver imprecato per il
raddoppio fallito in contropiede da Biraschi, Ballardini esulta: in poche
settimane ha già cambiato faccia al Genoa, rendendolo solido e pratico. Doti
che mancano al Verona, e per salvarsi servono come il pane.

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