La Procura contesta spese per circa 81mila euro: soldi
pubblici utilizzati, secondo l’accusa, per scopi diversi da quelli
istituzionali per i quali erano destinati. I fatti risalgono a due legislature
durante le quali la Barracciu sedeva in consiglio regionale: quella tra il 2004
e il 2009 e una parte della successiva
Quando fu rinviata a giudizio il 21
ottobre del 2015 si dimise dal suo incarico nel governo
Renzi, promettendo che dall’inchiesta sulle spese dei gruppi del consiglio
regionale sardo sarebbe uscita a testa alta. Oggi l’ex sottosegretaria alla
Cultura, Francesca Barracciu(Pd), è stata condannata a 4 anni per
peculato aggravatonell’ambito dello scandalo sui fondi destinati ai gruppi
del Consiglio regionale della Sardegna e spesi per fini non istituzionali. La
sentenza è stata pronunciata dalla seconda sezione del Tribunale di Cagliari
dopo circa un’ora e mezzo di camera di consiglio. Il pubblico ministero Marco
Cocco aveva sollecitato per l’imputata 5 anni di carcere.Per Barracciu è stata
disposta anche la sospensione dai pubblici uffici per lo stesso periodo.
L’esponente del Pd, segretario regionale, era presente in aula quando il
presidente della seconda sezione del Tribunale di Cagliari, Massimo Poddighe,
ha letto la sentenza. L’avvocato Franco Luigi Satta ha subito annunciato
ricorso in appello, quando si potranno leggere le motivazioni del verdetto tra
novanta giorni. “Dall’accusa non ho sentito una parola in diritto – ha detto il
legale – questo è quello che accade a fare le cavie.
Ora faremo appello“.
La sentenza riconosce l’ex consigliera regionale responsabile del reato di
peculato aggravato ma limitatamente ai fatti contestati dopo il novembre 2004,
perché gli altri sono estinti per prescrizione. L’ex sottosegretario ci crede
ancora nell’assoluzione: “Questo è il primo tempo di una partita che ne ha
tre. La strategia scientifica utilizzata dai miei difensori credo che varrà in
seguito – ha sottolineato – Sono trascorsi quattro anni molto duri. Ho
rinunciato, unica in Sardegna, alle cariche che rivestivo quando sono stata
raggiunta dall’accusa di peculato. “Sono stata travolta politicamente in
solitudine – ha ammesso – questa cosa mi ha rafforzato molto e
questa vicenda penso mi abbia anche fatto diventare una persona migliore. Con
questa forza affronterò il secondo grado, certamente ora un pò scossa. E non lo
nascondo”. A chi le chiedeva se ritiene la sua condanna una sentenza politica,
Francesca Barracciu ha risposto: “No non lo è, non sono complottista e non lo
sono mai stata. L’avermi messa ad affrontare in solitudine questo processo
rispetto agli altri trenta miei colleghi credo che abbia dei profili di
dubitabilità importanti. Non penso a un complotto, ma voglio ricordare a tutti
voi che mi sono addormentata il 30 settembre 2013 alle due del mattino come
candidata alla presidenza della Regione e alle 8 del mattino dell’1 ottobre
avevo l’avviso di garanzia in casa. E non ho null’altro da aggiungere“.
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