di infosannio
- Dagli insulti
in tv nella campagna elettorale per il referendum all’abbraccio: Ciriaco De
Mita sogna il matrimonio politico con Matteo Renzi.
È un sogno a cui il leader avellinese sta lavorando
in silenzio da mesi. Il congedo dalla vita pubblica può attendere. La mente è
ancora lucida e il fisico può reggere un’altra battaglia elettorale. L’ex
presidente del Consiglio della Prima Repubblica all’età di 89 anni si prepara a
vivere la seconda (forse la terza) primavera politica. Il primo passo è stato
compiuto: il Grande Vecchio di Nusco ha rotto ufficialmente con l’Udc. Lo
strappo si è consumato nel consiglio nazionale dei centristi che si è tenuto
due giorni fa. Il segretario nazionale Lorenzo Cesa ha ottenuto il via libera
all’accordo con il centrodestra: una prospettiva che De Mita (tramite il nipote
Giuseppe De Mita) ha subito bocciato, perché da mesi sta preparando il terreno
nel centrosinistra per ottenere una candidatura al Senato. Non è un caso che
l’ex leader della Dc, eletto nel 2014 sindaco della sua Nusco, si sia
riaffacciato sulla scena pubblica, organizzando seminari e promuovendo incontri
con ex democristiani come Marco Follini e Lorenzo Dellai. Il desiderio di
festeggiare il novantesimo compleanno nelle stanze romane ha spinto De Mita a
riprendere i contatti anche con il sindaco di Benevento Clemente Mastella.
Ufficialmente, la missione è riunire gli ex uomini della Balena bianca in un
unico contenitore politico. Rifare, insomma, la Dc. Nei fatti, l’obiettivo vero
è ritornare in Parlamento. Alla soglia dei 90 anni, Ciriaco De Mita non vuole
mollare, provando ancora a dettare la linea nell’universo sparso dei moderati.
Anche se la carta di riserva, qualora sull’ex capo del governo dovessero
scattare veti, sarà il nipote Giuseppe, già parlamentare uscente dell’Udc. Ma
il nipote, a cui De Mita senior aveva ceduto lo scettro, ha dimostrato di non
avere la stoffa del leader. E dunque il sindaco di Nusco è stato costretto a
riscendere in campo e riprendere in mano la guida di quel pezzo di ex
democristiani campani. Nel Pd la rottamazione renziana è passata di moda: ci
sarà spazio per i «rottamati» come De Mita. Artefice del sodalizio Renzi-De Mita
potrebbe essere il ministro degli Esteri Angelino Alfano, che a metà settembre
si è recato in visita in terra irpina per rendere omaggio all’ex presidente del
Consiglio. La legge elettorale ha offerto l’assist a De Mita per essere
determinante con il suo pacchetto di voti in Campania al Senato. Il ministro
degli Esteri è pronto a cedere una candidatura nelle liste di Ap nel collegio
Avellino-Benevento. Ma anche con il Rosatellum De Mita è sicuro di poter
centrare l’elezione a Palazzo Madama in un collegio uninominale. L’unico
beffato dell’operazione nostalgia sarebbe Renzi: il leader fiorentino, arrivato
con i panni del rottamatore, potrebbe ritrovarsi nella prossima campagna
elettorale sullo stesso palco di De Mita. Anche se, da vecchia volpe della politica,
il leader di Nusco tiene aperti i canali di trattativa sia con Giuliano Pisapia
che con Massimo D’Alema. Il punto di partenza è la volontà di ritornare in
campo in prima persona. Non conta l’età anagrafica, come va ripetendo in questi
giorni Ciriaco De Mita, ma quella della testa. E l’ex leader della Dc non ha
dubbi: «La mia mente è più lucida e giovane di tanti parlamentari».
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