La giunta Bianchi-Rossa a furia di non pagare ci ha rimesso la vecchia Borsalino

Alessandria (Piercarlo Fabbio) – Bella scoperta! Dicevamo da bambini, quando ci raccontavamo una cosa che già sapevamo e che probabilmente sapevano “anche le pietre”. E in questi giorni mi è ricapitato trovare chi si mettesse a riassumere fatti ormai vecchi di dieci o quindici anni, nel disperato tentativo di evitare di dare la colpa a Rita Rossa (o nel tentativo meno disperato e più corretto di dargliela), per caricare la nuova amministrazione di legna verde che si troverebbe nei cassetti del Comune.La vicenda è quella delle cartolarizzazioni, cioè la vendita di alcune proprietà comunali, che sarebbero servite per rintuzzare i soliti scassati conti municipali. Conti che, nonostante le bugie quinquennali della sinistra, sono ancora in alto mare. Per cui tra mine vaganti e “belle scoperte” si finisce per dare le stesse notizie da un bel lustro.Peccato che ciò che invece vi è di nuovo non viene raccontato e sarebbe invece intrigante farlo e perlomeno chi ha seguito la vicenda fin dall’inizio, se la ritroverebbe arricchita di qualche novità.Ma tant’è… siamo in agosto e di prima mano si trova ben poco.Ora su Svial e Valorial pesano già cinque anni di nulla. Quando arrivarono la Rossa e Bianchi (che non sono due colori ma attori politici di una giunta che potremo chiamare Bianchi-Rossa) si gridò allo scandalo per aver deciso di costituire ciò che la legge e il buon senso permettevano, e si misero in liquidazione le due società. Risultato? Dopo cinque anni Svial e Valorial sono ancora lì. Nessuno sa che pesci pigliare, neppure la Corte dei Conti a cui è stato posto un quesito: ma come facciamo a chiuderle?
Già, come facciamo? E perché invece di liquidarle acriticamente, non si è pensato prima in che ginepraio ci saremmo cacciati? Tutti bravi a criticare gli altri, ma per cinque anni non ho registrato nulla e neppure un’incredibile pressione dei media sulla questione. Il manovratore non andava disturbato, mentre guidava, e adesso che ha smesso di farlo, vanno disturbati altri autisti nell’adempimento delle loro funzioni.Ora la novità c’è eccome, perché molti pensano che Valorial abbia ancora un bell’immobile in pancia da vendere, cioè la vecchia Borsalino di via Cardinal Massaia. Con quella vendita si sarebbero potute realizzare risorse da destinare agli eventuali debiti, ma ecco sorgere un problema. Un professionista, intermediario di una precedente operazione immobiliare ben riuscita, chiede all’Amministrazione Rossa la percentuale dovuta. Ovviamente il Sindaco fa orecchie da mercante (perché è così che si risana, innanzitutto non pagando chi ha offerto le sue prestazioni) e il professionista incomincia a chiedere l’intervento del tribunale per avere quanto gli spetta, magari pignorando il bene che potrebbe provvedere anche alla sua parcella. Dalla società nessuna risposta e dal Comune che detiene il 100% delle quote, neppure. Risultato? Il bene andrà in asta per circa 750.000 euro, ben al di sotto del suo valore, e sarà assegnato garantendo così al tribunale le risorse per pagare il professionista a cui è stato regolarmente riconosciuto il credito. E Valorial – di conseguenza il Comune – ci perderà qualche milione di euro. Ah, ci sono soggetti interessati? Pare proprio di sì, potendosi già costruire un parking sotterraneo solo nel cortile, oltreché a raso ed in più godere dell’eventuale utilizzo della palazzina. In pieno centro città a prezzi stracciati. E poi dicono di aver risanato il Comune, ma non pagando non sempre ti va bene. Questa volta è andata buca. Non è cattiva eredità anche questa, cioè non pagare i debiti e lasciarsi sottrarre un patrimonio prezioso sia dal punto di vista immobiliare, sia da quello storico, visto l’originale utilizzo industriale dell’immobile?


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