Terremoto del 24 agosto, anche il sindaco a rischio processo per il crollo del campanile di Accumoli
Conclusione delle
indagini sul crollo della struttura in seguito alla violenta scossa dello
scorso anno. Sotto le macerie morì un'intera famiglia. In tutto dodici gli
indagati, accusati a vario titolo di disastro colposo, omicidio colposo e
rifiuto di atti d'ufficio. Ad Amatrice nessun reato ipotizzato contro Pirozzi
RIETI - Ci sono i primi dodici indagati per il
terremoto del 24 agosto 2016, quello che devastò Amatrice e Accumoli. Sette
avvisi di garanzia sono in consegna per il crollo del campanile della chiesa
dei Santi Pietro e Lorenzo, ad Accumoli appunto, epicentro del sisma. Altri
cinque per la caserma dei carabinieri confinante, edificata accanto alla stessa
struttura. Per la caserma l’accusa, riguardante cinque tecnici, sarà di
disastro colposo: non ci sono state conseguenze mortali perchè alle 3 e 35 del
24 agosto i carabinieri non erano in stazione. Viceversa, per i sette indagati
del campanile - tra loro il sindaco di Accumoli Stefano Petrucci – l’accusa è
sia di disastro che di omicidio colposo. Il campanile, allora, s’abbatté sulla
casa di una famiglia di quattro persone, i Tuccio, e non ebbero scampo. Stavano
dormendo nella stessa stanza, padre, madre e i due figli di sei anni e sette
mesi. Continua a leggere…..

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