Mani fredde
Guardo le mie mani e sono vuote,
vuote di te, vuote di noi,
il magico mistero
che tanto potentemente
ci ha dapprima avvicinati, poi legati,
infine resi pressoché
l'uno dall'altro dipendenti,
svanisce man mano quasi consapevole
di avere svolto e ormai
esaurito il suo compito.
Noi che abbiamo corso
in faccia al vento,
sfidato destino e convenzioni,
trattenuto emozioni e sospiri
da liberare poi quando il mondo
intorno a noi,
distratto ci concedeva
un breve tempo solo nostro,
noi che avevamo ancora voglia
di mordere questa vita
e gustare sapori quasi dimenticati,
noi che la nostra solitudine
abbiamo diviso in due
e ne abbiamo ricavato un capolavoro.
vuote di te, vuote di noi,
il magico mistero
che tanto potentemente
ci ha dapprima avvicinati, poi legati,
infine resi pressoché
l'uno dall'altro dipendenti,
svanisce man mano quasi consapevole
di avere svolto e ormai
esaurito il suo compito.
Noi che abbiamo corso
in faccia al vento,
sfidato destino e convenzioni,
trattenuto emozioni e sospiri
da liberare poi quando il mondo
intorno a noi,
distratto ci concedeva
un breve tempo solo nostro,
noi che avevamo ancora voglia
di mordere questa vita
e gustare sapori quasi dimenticati,
noi che la nostra solitudine
abbiamo diviso in due
e ne abbiamo ricavato un capolavoro.
Stringi ancora una volta le mie mani,
sono vuote, sono fredde,
sono impaurite, sono tremanti,
non lasciarle,
hanno la forma ormai delle tue,
portano impresso ogni centimetro
della tua pelle,
nascondono ancora un carico segreto
di carezze e affetto
e il nome di una sola persona
a cui può essere svelato.
Adesso riguardo le mie mani,
le rivedo strette alle tue,
adesso non ho più freddo.
Giancarlo Massai
Ph web #animagie

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