Da Ancelotti e Conte a Zenga e Zola, italiani in altalena: trionfi o esoneri

I tecnici italiani incidono sempre: a volte, però, le idee della nostra scuola non vengono assorbite
Una cosa è certa: quando un allenatore italiano prende in gestione una squadra estera, lascia il segno. Nel bene e nel male: si va dai trionfi (anche quelli più clamorosi, come nel caso di Ranieri a Leicester) ai precipitosi addii, senza possibilità di far previsioni in anticipo. Dipende tanto dallo spogliatoio con cui si trovano ad avere a che fare: se il cambio di mentalità e impostazione tattica viene assorbito, nascono i fiori. Altrimenti è burrasca, fino all'inevitabile "goodbye". In questa stagione, i tecnici formatisi calcisticamente nel calcio di Serie A hanno vissuto alterne fortune. Vediamo come è andata.
INGHILTERRA — Antonio Conte ha vinto la Premier League al primo colpo ed è in corsa per il "double" in FA Cup. Ranieri, che aveva firmato la maxi-impresa nella scorsa stagione, è stato esonerato a fine febbraio. Stessa sorte per Guidolin, che a inizio ottobre ha pagato un filotto di 5 sconfitte in 6 partite con lo Swansea. Via anche Mazzarri: ha salvato il Watford con quasi un girone d'anticipo (anche se per l'aritmetica ha dovuto aspettare un po' di più), ma a fine stagione lascerà le Hornets per risoluzione consensuale. Scendendo di categoria, esoneri veloci nonostante le tante speranze della vigilia per Zenga al Wolverhampton e per l'ex campione d'Europa Di Matteo all'Aston Villa. Quasi peggio è andata a Zola: ha preso il Birmingham City quand'era settimo, l'ha mollato in piena bagarre retrocessione (poi evitata all'ultima giornata). Pessima e breve anche l'avventura di Cavasin al Leyton Orient, poi finito ultimo in League Two. Continua a leggere……

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