Una poesia di Loredana Mariniello
Se la morte fosse un vivere quieto
nell'accogliere l'avvento della dama
di nero vestita, sul volto mi si
dipingerebbe un sorriso lieto
a celar quel ridicolo pianto
di bimba immacolata che,
ha scoperto di averla
realmente poco vissuta
l'esistenza che da Dio
le era stata elargita
e dunque curiosa di vagliar
ad occhi chiusi, quell'austera
strada proibita,non avrei
alcuna paura di veder
la mia testa mozzata
da una scure crudele e spietata,
piuttosto, sarei colta dal fervente timore
di esser tutto ad un tratto dimenticata,
poichè, forse, la storia
di un'anima troppo chiusa e riservata,
non merita l'onore di esser rimembrata
in quanto poco interressante
e ai più taciuta,
allora a testimoniar che seppur nascosta
in una stanza rimasta inesplorata,
io sono veramente esistita,
ogni giorno, verso piccole dosi di me
nei mie versi dispersi tra bianchi fogli e neri tasti
sperando che non debba mai scemar
in dì bigi e nefasti, l'ispirazione,
divina musa dei miei romantici testi,
giacchè l'affievolirsi del pensiero
in tragici momenti di crisi funesti
potrebbe voler dir smarrir la parola
nei loschi anfratti di un'innaturale sciagura
e d'improvviso nuda d'anima e favella
tristemente riscoprirmi timida scrivana analfabeta
e non più fata di una fiaba incantata,
sarebbe questa una tragedia inaudita,
la vera condanna che è la morte di ogni poeta.
nell'accogliere l'avvento della dama
di nero vestita, sul volto mi si
dipingerebbe un sorriso lieto
a celar quel ridicolo pianto
di bimba immacolata che,
ha scoperto di averla
realmente poco vissuta
l'esistenza che da Dio
le era stata elargita
e dunque curiosa di vagliar
ad occhi chiusi, quell'austera
strada proibita,non avrei
alcuna paura di veder
la mia testa mozzata
da una scure crudele e spietata,
piuttosto, sarei colta dal fervente timore
di esser tutto ad un tratto dimenticata,
poichè, forse, la storia
di un'anima troppo chiusa e riservata,
non merita l'onore di esser rimembrata
in quanto poco interressante
e ai più taciuta,
allora a testimoniar che seppur nascosta
in una stanza rimasta inesplorata,
io sono veramente esistita,
ogni giorno, verso piccole dosi di me
nei mie versi dispersi tra bianchi fogli e neri tasti
sperando che non debba mai scemar
in dì bigi e nefasti, l'ispirazione,
divina musa dei miei romantici testi,
giacchè l'affievolirsi del pensiero
in tragici momenti di crisi funesti
potrebbe voler dir smarrir la parola
nei loschi anfratti di un'innaturale sciagura
e d'improvviso nuda d'anima e favella
tristemente riscoprirmi timida scrivana analfabeta
e non più fata di una fiaba incantata,
sarebbe questa una tragedia inaudita,
la vera condanna che è la morte di ogni poeta.
da: Pluriversum Edizioni

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