by, Roberto Busembai
TRE SCALINI
Tre scalini,
tre pietre levigate,
sul mio passo incrociate,
tre ultimi passi,
poi la porta e il silenzio,
odo, fremo il suo passo,
manca poco al momento,
...ciao entra vieni..
...sono solo di passaggio.
Tre scalini e una rosa,
rossa d'ardore che sento,
del profumo di miele,
con un pizzico intrigante
di acre cannella frizzante,
...che pensiero gentile
e la posa dimentica
sono io più importante.
Tre scalini di pietra,
una vita di scale,
busso e penso ora viene,
mi apre e mi bacia,
come sempre sulla soglia,
e mi porta all'interno
e si chiude la porta,
sulla rosa che cade,
stavolta,
dopo forse si troverà un vaso,
per conservare il
suo fresco candore,
per ricordo o qualcosa.
tre pietre levigate,
sul mio passo incrociate,
tre ultimi passi,
poi la porta e il silenzio,
odo, fremo il suo passo,
manca poco al momento,
...ciao entra vieni..
...sono solo di passaggio.
Tre scalini e una rosa,
rossa d'ardore che sento,
del profumo di miele,
con un pizzico intrigante
di acre cannella frizzante,
...che pensiero gentile
e la posa dimentica
sono io più importante.
Tre scalini di pietra,
una vita di scale,
busso e penso ora viene,
mi apre e mi bacia,
come sempre sulla soglia,
e mi porta all'interno
e si chiude la porta,
sulla rosa che cade,
stavolta,
dopo forse si troverà un vaso,
per conservare il
suo fresco candore,
per ricordo o qualcosa.
Tre scalini ma stavolta
il bussare è impetuoso,
non risponde la voce,
i suoi passi sono silenti,
quella porta non apre
a nessuno,
oltre c'è il vuoto dei giorni
a venire,
sulla soglia all'ingresso
un petalo rosso,
appassito,
quasi scolorito e inodore,
lo colgo, lo guardo,
me lo porto sul cuore,
e scendo.....
tre scalini.
Roberto Busembai (errebi)
Immagine web

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