IMMIGRAZIONE
30 marzo 2017
di Francesco
Russo
Il tempo dirà se questo decreto sull’immigrazione
sarà efficace, ma certamente è la dimostrazione che c’è ancora spazio e bisogno
di una politica che guardi lontano, seria e coraggiosa, che non si rassegna al
respiro corto e al consenso facile.Si tratta di buone norme che fanno compiere
all’Italia e all’Europa un passo avanti per uscire dalla logica
dell’improvvisazione e dell’emergenza. Acquisiamo più protagonismo nel contesto
internazionale e ci rendono più credibili.Al contempo inviamo agli italiani un
messaggio chiaro: il nostro Paese può accogliere solo se è in grado di valutare
rapidamente chi ha davvero diritto di rimanere e chi non lo ha e con questo
decreto garantiamo una certezza: chi non ha diritto o infrange le nostre leggi
sarà ricondotto celermente nel paese di provenienza.L’Italia può e deve essere
un laboratorio e un modello avanzato di gestione di questi fenomeni. Era
doveroso mettere in campo le nostre migliori energie e risorse per dimostrare
all’Europa ed al mondo attraversato dai flussi migratori che è possibile
conciliare accoglienza e sicurezza, impegno umanitario e programmazione
sostenibile dei flussi, lotta agli imperi economici che vivono del traffico
odioso di donne e di uomini e integrazione di chi chiede solo di essere un buon
cittadino italiano. Noi siamo orgogliosi di ciò che abbiamo dimostrato prima
col governo Letta e poi con quello guidato da Matteo Renzi, con l’operazione
Mare Nostrum e con Triton.Orgogliosi del fatto che in Europa la voce del
governo italiano, in un isolamento che a volte ha sfiorato la solitudine, abbia
saputo ricordare che prima di essere un problema le donne e gli uomini sui
barconi erano esseri umani meritevoli come noi di un’opportunità di vita
dignitosa.La nostra azione, animata dalle comuni radici cristiane, permette a
noi europei di riscoprire e condividere un’apertura all’altro che nasce
nell’umanesimo di tante donne e uomini di cultura che hanno segnato la nostra
cività millenaria e nella rivoluzione francese che più di 200 anni fa fondava
libertà e uguaglianza sul valore della fraternità universale.
Da PD Senato
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