Pyongyang
reagisce all'isolamento e punta sull'export del combustibile fossile verso
India, Russia e soprattutto Cina, malgrado le tensioni. E il Paese cresce anche
grazie alle imprese private "non ufficiali", sempre più tollerate
PECHINO - Metti una sera a cena: mai provato il
sushi lì a Pyongyang? Certo che conviene prenotare: Takahashi fa semre il
pienone, e peccato per il conto un po' troppo salato, anche più di 100 dollari
per set, ma vuoi mettere il piacere di accomodarsi alla tavola del mitico
Fujimoto? Kevin lo Chef è stato il cuoco personale di Kim Jong-il, e se
preparava il pesce per il Caro Leader saprà bene come farlo gustare, ugualmente
caro, anche alla normale clientela. Che poi, beninteso, così normale non è,
visto come se la passa il resto del paese: il Global Hunger Index, che misura
l'emergenza fame nel mondo, regala alla Corea del Nord la poco invidiabile
presenza nella top 20, piazzandola giusto dietro lo Zimbabwe, con 10 milioni di
persone, cioè il 41% della nazione, sotto il livello minimo di nutrizione.Come
fa dunque Takahashi a prosperare? Ok, ok, sembra già di sentirlo il solito
"racconto di due città", che da Charles Dickens in poi simboleggia le
disparità sociali di ogni dove: ed è chiaro che il gap è fortissimo anche
lassù, tanto più in un sistema che per legge giusto 60 anni fa, 30 maggio 1957,
ha introdotto quella classificazione per caste politiche chiamata Songbun che
seleziona i nordcoreani suddividendoli in "amici",
"neutrali" e "nemici" - sempre e ovviamente del regime. No,
fin qui niente di nuovo, o quantomeno di specifico: il gap sociale lo ritrovi a
ogni latitudine. Non sarà invece cheTakahashi prospera perché a suo modo
prospera, o per meglio dire tira avanti, anche la Corea del Nord? Continua a
leggere….

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