Nello
stabilimento ogni giorno vengono lavorate migliaia di barili di petrolio
estratto in Val d'Agri
16 aprile 2017
"A
fronte d'inadempienze e ritardi da parte di Eni rispetto alle prescrizioni
regionali" la Regione Basilicata ha "deliberato la sospensione di
tutte le attività del Centro olio Val d'Agri" di Viggiano, in provincia di
Potenza. Ieri sera la Giunta regionale della Basilicata, riunitasi in seduta
straordinaria, ha preso una decisione
che fa rumore: la sospensione delle attività del Centro Oli di Viggiano
(Potenza) dell'Eni dove ogni giorno vengono lavorate migliaia di barili di
petrolio estratto in Val d'Agri. Il provvedimento è stato immediatamente
comunicato dal presidente della Regione, Marcello Pittella (Pd), ai Ministri
dell'Ambiente e dello Sviluppo economico, Gian Luca Galletti e Carlo
Calenda. Da parte sua l'Eni - secondo
quanto reso noto da un portavoce della società - "prende atto del
comunicato diffuso dalla Regione Basilicata relativo alla delibera di
sospensione delle attività del Centro Olio Val d'Agri ed è in attesa di poter
esaminare i contenuti della delibera della Giunta regionale". Inoltre, la
compagnia "sottolinea che le operazioni per la messa in sicurezza e le
attività di caratterizzazione sono condotte con la massima diligenza e impiego
di risorse, offrendo continua e fattiva collaborazione a tutti gli organi
competenti". Si tratta dello
stesso Centro chiuso per alcuni mesi, dalla primavera all'estate dello scorso
anno, in seguito ad un'inchiesta della Procura di Potenza.
Un anno dopo lo stop
è stato decretato dalla Regione "a fronte delle inadempienze e dei
ritardi" della compagnia rispetto "alle prescrizioni regionali".
Nelle scorse settimane la Regione aveva reso noto che sette campioni prelevati
dall'Arpab fuori dal Centro Oli avevano dimostrato la presenza, "molto
cospicua", di manganese e ferro e anche di idrocarburi policiclici
aromatici. E quindi la Regione aveva chiesto all'Eni di intervenire sia per
quell'inquinamento sia per bloccare tre dei quattro serbatoi all'interno del
Centro Oli che non hanno doppio fondo. Ieri, però, durante il vertice in
prefettura è stata annunciata la "migrazione della contaminazione causata
dallo sversamento dei serbatoi del Cova": l'inquinamento dovrebbe essere
arrivato fino ad alcuni affluenti del fiume Agri. Continua a leggere…..
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