A farsi esplodere
Akbarzhon Jalilov, che viveva da 6 anni in città
Occhiali piccoli, giacca pesante, il volto di quello
che potrebbe essere uno studente qualsiasi di 22anni. Le autorità russe hanno
confermato che dietro alla strage della metro di San Pietroburgo, almeno 14
morti e diversi feriti, ci sia un ragazzo chiamato Akbarzhon Jalilov (o
Akbarjon Djalilov, dice la CNN). Tracce del suo dna sono state ritrovate sul
luogo dell'esplosione.Jalilov, nato il 1 aprile 1995 a Osh, ovvero in
Kyrgyzstan ma cittadino russo, ha agito come kamikaze portando probabilmente
uno zaino esplosivo o una cintura con ordigno che si trovava all'altezza della
cinta. Un conoscente afferma che aveva lavorato come cuoco di sushi in un
ristorante e, tre anni fa, quando si erano incontrati non "pregava o aveva
comportamenti religiosi".L'analisi dei suoi resti ha stabilito che- come
ipotizzavano gli inquirenti - sia stato proprio questo giovanissimo kirghiso da
6 anni residente a San Pietroburgo (aveva documenti russi) a farsi saltare in
aria. Per gli inquirenti ha agito da solo.Il portavoce dei servizi di
sicurezza, Rakhat Saoulaimanov, ha confermato che le indagini saranno svolte in
collaborazione con il comitato di stato kirghiso per la sicurezza nazionali."Non
sappiamo" se Akbarzhon Jalilov, il cittadino del Kirghizistan che Mosca
sospetta essere l'autore della strage nella metro di San Pietroburgo, sia
"coinvolto nell'attacco terroristico o no" ha affermato inizialmente
il servizio stampa del Comitato per la Sicurezza Nazionale del Kirghizistan,
citato dalla Tass. Il Comitato ha ricevuto le informazioni in merito al
presunto coinvolgimento di Jalilov "dalla parte russa". I servizi
kirghisi si limitano a confermare che Akbarzhon Jalilov, nato nel 1995, è
originario del Kirghizistan. Successivamente sono stati effettuati blitz e interrogatori
a casa dei parenti del ragazzo a Osh. Continua a leggere….

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